L’estrazione
venerdì, 19 settembre 2008 | Di Luca | Sezione: Scritti inediti
di Riccardo Zinna
L’ESTRAZIONE
Quella volta si trattò di un dente.
Era un dente a tormentarmi.
E non avrei permesso a nessun intelligentone di venirmi a parlare di somatizzazione.
Un dente é un dente ed ha poco a che spartire con la psiche.
A meno che per uno scherzo di natura non sia collegato paradossalmente a qualche sezione del cervello.
Ma sarebbe in ogni caso un caso… più unico che raro.
Un dente andrebbe preso per quello che é.
E questo non si lasciava prendere in alcun modo.
Un molare del giudizio posizionato a mezza luna, che non voleva saperne di raddrizzarsi, né di forare in qualche modo la gengiva.
Sally mi disse di non preoccuparmi, anche l’ufficiale giudiziario venuto a pignorare l’ultima poltrona mi disse di non preoccuparmi, tutti mi dicevano di non preoccuparmi ma la guancia seguitava a deformare e il dolore era da cani.
Avevo voglia di saltare giù, volare via dalla finestra più vicina e se non abitavo un piano terra l’avrei fatto, non fosse altro che per scompigliare un pò le rose giù nel giardino della signora Tharcher
- una che sa come metterti in croce.
Ci misi gli amorevoli impacchi alla camomilla di Sally, sei fialette del dott. Knapp e una schifosa poltiglia a base di propoli e chiodi di garofano – la Tharcher ne ha sempre una di queste pozioni medicali naturali che non servono ad un accidenti di niente.
Hai presente la situazione in cui stai male da morire e pensi OK sta calmo perché al massimo appunto potrai morire e invece macché, non muori e continui a soffrire come un cane, beh questa era esattamente la situazione.
Sto ancora cercando di ricordare chi fu il primo a pronunziare la mitica frase da Nobel – O.K Jimmy va dal dentista e diamoci un taglio.
Deve essere stato di sicuro l’avvocato O’Connor, il mio legale di fiducia, il più perspicace tra i miei condomini.
Ma certo avvocato certo che ci vado, del resto non é che il quindici d’agosto, prendo un aereo volo a Varadero e mi presento sulla spiaggia con in mano un cubalibre per agganciare il mio dentista.
Dopo aver scavalcato una quantità infinita di corpi anatomicamente perfetti sotto un sole amplificadolore ecco che la vedo finalmente, la sua pancia enorme, la riconosco: bianca e cellulitica che spicca per contrasto con le venti dita nere delle quattro mani affusolate delle due mulatte che la stanno massaggiando.
Scusi dott. Fleming mi rendo conto che oggi é il 15 Agosto ma cosa vuole si tratta di un caso eccezionale, guardi, guardi la guancia, continua a deformarsi nonostante la pozione della Tharcher così che su consiglio del mio geniale avvocato mi sono permesso di venire a disturbarla fin qui, anche perché volevo finalmente saldarle il conto, ricorda quei quattrocentocinquanta dollari che le dovevo per l’ultima estrazione.
Bene!
Ora… mi chiedevo…avendo terminato il libretto degli assegni… mi chiedevo se per caso non potesse andare bene quella poltrona… vede, lì in fondo, sul ciglio della strada, sì quella accanto alla Buick nera, quella in similpelle esatto, mi é costata un occhio della testa e sono riuscito a sottrarla dalle mani sciacalle dell’ufficiale giudiziario non senza fatica ma gliela cedo con piacere, a me non serve sa… senza più il tavolo…é quasi nuova e a lei che é un attento osservatore certo non le sarà sfuggito il tono, il tono del colore voglio dire, la sfumatura…la sfumatura di quel verde che é quasi uguale a quella delle sue tende nello studio, quelle con le palme…ha presente…
Me l’immagino la scena, una bella scena patinata, al rallenty,
protagonista la pancia bianca del dott.Fleming che come una delizia al limone in gelatina comincia ad ondeggiare mollemente mentre le due mulatte guardano curiose il mio viso sempre più adatto a un film dell’horror.
Il dott.Fleming finalmente solleva dalla sabbia il busto, stacca con due dita dalle labbra il grosso avana incandescente e in una nuvola di fumo labializza ridendo qualche cosa che riesco a decifrare agevolmente, labializza una seconda volta, come se ce ne fosse bisogno, il messaggio é chiaro: – Ehi Jimmy, va a farti fottere, va a farti fottere.
Dannato avvocato O’Connor ma che cos’ha in quella testa, non sa che a parte lei qualunque mediocre libero professionista di questa città il quindici agosto se ne sta sdraiato su qualche assolatissima spiaggia e non ha la benché minima intenzione di rientrare in città a riaprire il suo maledettissimo studio per estrarre un ostinatissimo dente del giudizio ad un cliente per di più sempre in debito.
Gli ufficiali giudiziari sono diversi.
Quelli non ci vanno, quelli non ce li mandano in vacanza, lavorano tutti i santi i giorni quelli.
Del resto mandarceli in vacanza provocherebbe non pochi problemi alla popolazione.
Sfido chiunque, chiunque con un pò di buonsenso a ritenersi soddisfatto di ritrovarsi come vicino d’ombrellone il quindici di agosto un’ufficiale giudiziario dalla pelle color verde vescica che tenta invano d’abbronzarsi.
Niente da fare, hanno la pelle troppo dura quelli e il sole gli scivola addosso impotente passando oltre, ma loro fingono, sono furbi loro, fingono di non accorgersi di nulla, lo sanno invece, lo sanno eccome che anche il sole li detesta.
Ma fingono, fingono e abbozzando un finto sorriso mostrano i denti gialli ai tuoi piccoli bimbi continuando a fingere di divertirsi un mondo nel rilanciargli la palla, invece nel mentre: studiano senza posa accumulando dati.
Esaminano minuziosi soppesando ogni cosa e alla fine hanno sempre un numero per tutto: a questo punto conoscono il valore esatto della palla e dei costumi, delle palette e del secchiello, dei salvagenti e delle asciugamani e perfino il valore dei grammi d’oro che t’incapsulano i denti conoscono, così che ti ritrovi tra un pisolino e un tuffo irrimediabilmente nelle loro mani.
E allora é giusto, sono d’accordo, meglio non mandarceli in vacanza a fare danni.
Che vengano da me se vogliono, ormai sono un’impermeabile, producono su di me lo stesso effetto che ha il sole a contatto con la loro pelle: mi scivolano addosso.
- Ma no Sally, porcamiseria…Sally! non ti ci mettere anche tu, non sto somatizzando…non sto somatizzando, ma la vedi questa guancia o no!?…!? O’Connor!? Lo dice anche O’Connor!? O’Connor farebbe molto meglio a stare fuori da questa storia.. anzi avvocato se non le dispiace, vede c’é poco spazio che quasi non ci si può muovere, fa un caldo della malora, perché non va a fare un bel bagno eh? Si rilassa un po, così magari poi riesce anche a vincerla una causa… OK!?…
…Sono calmo Sally, calmo.
D’accordo avvocato mi scusi la ringrazio ma vorrei restare un po da solo se non le dispiace… la terrò al corrente OK? OK?… Ahhhhhhhh…questo non é un palazzo é un inferno. Ce ne fosse uno che si facesse gli affari suoi…
Voleva soltanto aiutarmi? Ma andiamo Sally… beh non mi risulta che O’Connor faccia il dentista… e il mio dente non ha bisogno di un avvocato. Se voleva davvero aiutarmi si concentrava a studiare la causa “Ponteck” invece di farmi portar via i mobili. Si si si hai ragione…e come no? Ho un caratteraccio, va bene… va bene d’accordo rimarrò senza amici… Beh se gli amici devono essere questi preferisco rimanere da solo, OK? Anzi Sally perché non vai a fare un bel giro anche tu?
Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnn
Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnn
- Chi diavolo é che suona a questo modo adesso?
Virgil? Virgil Tharcher cosa diavolo ci fai qui?
- E’ la mamma che mi ha detto di salire dice che é un caso urgente, accidenti Jimmy che guancia, é una cosa seria allora, ma non preoccuparti che adesso risolviamo tutto eh? Ho qui la borsa…
- Ti sbagli Virgil non risolviamo un bel niente, se pensi che ti lascio mettere le tue dannate mani nella mia bocca ti sbagli di grosso.
- Andiamo Jim sta calmo.
- Sally fammi la cortesia, non t’impicciare. OK. Virgil allora te lo dico chiaro, non ho nessuna intenzione di affidare il mio molare a uno studente in medicina che non si é ancora laureato… quindi chiudi quella borsa.
- Mi mancano tre esami e poi non c’é bisogno di una laurea per estrarre un banale dente del giudizio. Non c’é problema.
- Ehi Sally ma tu lo senti, lo senti, non c’é bisogno di una laurea per estrarre un dente del giudizio posizionato a mezzaluna che metterebbe in difficoltà persino il dott. Fleming e questo dice che non c’é problema!?
- Andiamo Jim non puoi restare in queste condizioni, Virgil é un ragazzo in gamba e poi il quindici agosto non potevamo mica far venire Christian Barnard.
- O Cristo Sally, che risate, ma che sta succedendo, stiamo impazzendo tutti?
- Buongiorno Virgil.
- Salve avvocato.
- Avvocato O’Connor non le avevo detto di restare in casa e di non impicciarsi?
_ Su Jim non faccia il bambino.
- OK. avvocato, lo tenga così, gli scopra il braccio.
- Così Virgil?
- Perfetto. Sally mi passi quella siringa per favore, no no l’altra quella piccola, OK.
- Lasciatemi, lasciatemiiiiiiiiiiiiii. Sally Saaaallyyyy questa me la paghi giuroooo…Avvocato questo é un sequestro di personaaaaa…
Vigliacchi, i condomini più vigliacchi di tutta la trentaduesima strada, e sono capitati proprio qui, nel mio palazzo.
La spuntarono perché erano in tre ed io sono piuttosto mingherlino, ecco perché la spuntarono.
Ma l’ho fatto sudare quel bestione di Virgil.
Pare che l’estrazione sia durata sette ore e che Virgil con quel calore
ci abbi rimesso di sicuro due o tre chili.
- Un banale dente del giudizio – Un’altra vota impara ad impicciarsi.
Ora che finalmente ricordo tutto nei minimi dettagli sono felice di aver potuto raccontare questa brutta storia di violenza condominiale, che non ho potuto denunziare per decorrenza dei termini stabiliti dalla legge, perché non ci crederete ma quel dannato dente del giudizio posizionato a mezzaluna – caso più unico che raro- era collegato tramite un curioso nervo alla parte inferiore del diencefalo, la sezione mnemonica del cervello.
Cosicché una volta estratto il dente persi la memoria.
Un’amnesia totale durata cinque anni, durante i quali grazie alle amorevoli cure di mia moglie Sally che mi sottopose ad una ferrea dieta a base di merluzzo reale del baltico e a certi strani intrugli medicamentosi preparati personalmente dalla sig. Tharcher pian pianino la memoria é ritornata ma non per questo mi sento di dover ringraziare qualcuno, anzi se non fossero scaduti i termini avrei senz’altro denunziato tutti, O’ Connor in testa, così avrebbe compreso finalmente come ci si sente a stare da quell’altra parte e soprattutto avrebbe compreso come ci si sente ad essere difesi da un’ avvocato come lui.
Napoli 1995
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