(storie per nazioni invalide)
lunedì, 29 settembre 2008 | Di Andrea | Sezione: Scritti ineditidi Andrea Della Pasqua
Il cielo chino
Il re
Dalla bocca degli emissari
Del re
Sa chi
Non ha sostenuto
Chi
E così
Dopo aver letto delle favole
In un paese finito
Cercavamo i fucili
Per tornare a casa
Nonostante
Secondo un racconto
Le nuvole
Siano sentinelle
Nel cortile
Stavamo vicini a cerchio
Tutti attorno
Ad un gatto freddo
E sulla strada raccoglievamo
Pesche voci
I frutti
Che spiegano i detti
Rimanendo fuori al freddo
Accanto a linee di mezzeria
Poi i nostri corpi venivano penetrati
Dal documentario di noi stessi
All’unisono ci si raccontava
Il vecchio film
Riguardante la strega
Presentatasi come falsa zia
Presso una casa per bene
Nella quale a lungo
Avrebbe portato il male
Alcuni
Aggiungevano particolari curiosi
Altri
Aspettavano
Semplicemente infine
Andavano via
E anche se non c’era nulla da concludere
Anche se la riunione scioglieva nella grandine
Verso uomini bagnati
E anche se parlando tacevamo
Però
Senza dire
Mi ero immaginato
Già da un po’
Che più tardi
Si sarebbe imbandito
Lo stesso qualcosa
Quella sera comunque
Io avrei mangiato
Conclusa il 26/04/2008
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Metaforiamo, metaforiamo tutto
da non capire più se c’era un senso sotto…
C’è modo e modo di metaforare. Le parole di Andrea Della Pasqua, pur nella dimensione metaforica e sibillina esprimono una potenza, semantica oltre che sensoriale, di notevole impatto. Inoltre corrono sempre sul filo, tenendo aggrappato il lettore per la nuca, come una gatta col cucciolo. In una parola: funzionano.
Il turbinio delle parole nel rincorrersi folle sembra pervaso di “non sense” affascinante che come un pugno in pancia ti fa riflettere.