Mercoledì, 8 Febbraio 2012

Poesie

mercoledì, 1 ottobre 2008 | Di | Sezione: Scritti inediti

di Andrea Grossi

_ “lo sfinito”

I polpastrelli dei miei gesti non
pestano l’aspetto riverberante,
la pelle delle cose. Già bandito
sin dai piedi del letto dell’ora
provoco dell’apparente il bosco
profondo. Così sulla prospettiva
del mondo, miasma di scogliere
e risucchi, mi tocca raccatare
la sintesi d’ansia del mio palpito,
crocevia di risacche tra la luce
di allusioni e un semplice sguardo.

_ -

col buio mi tocca accompagnare
una coscienza stronca davanti
alle vetrine del giorno e ogni
volta per tutta la notte sto
lì ad aspettare che s’agghindi
lo sciapo con ogni sorta
di ghigni salmastri, per istinto
immagino

- ( a insetti di emidio clementi con assoluta umiltà
e al detto < non v’appoggiate o mortali, scivolate scivolate!>)

“orme”

sbragato sul letto seguo le orme
azzuffarsi tra mura scortiche
gettate vorticano e ogni tanto
dopo ogni raspo sgolato soppesano
il roso della loro forma ma
è la smania buia dei loro palmi
così ansiosi di un appoggio
senza l’incarno di uno scivolo
che è triste
senza contare la noia

_-

lo scorcio di specchio
sbucato un giorno
dopo una certa nottata e un’altra
e poi fisso a tenermi
testa come un’ombra
che sciupa la faccia
di ogni indifferenziata fame
che becca e lascia ogni attesa
a squarciarsi la gola
nel deserto
illuminato a puntino della via
lo spicchio
di un riconoscersi
il memoriale ghigno
che dilaga nel buio
di una condanna al contagio
e sfigura la voce
in uno strazio
che male dice
il conato che respiro

_-

mica na masa poi alla fine
solo allucinare un pò gli angoli
al neon dal profilo teso e
limpido di adeguazione
non si sarà allontanato poi
tanto il randagio di quel respiro
che pescavo a masticarsi
che fischiettava azzardi
inoltrandosi nel buio e finiva
sempre con le mani che naufragavano
sul culo di qualche sorpresa sbagliata

_ “rai 3 notte: e sicuri da ogni turbamento”

sopra c’è scritto U.S. ARMY ma non è
sta pagina
fa conto un portellone un parto di scarti
uno sbadiglio di sbagli
ed è l’alba ma non di un giorno
il giorno non conta è l’alba dell’ancora
qualche ora
l’ancora d’una badilata di rifiuti
da smidollare e spiluccare
guardi la corsa e la scorza di due bimbi
conquistare la vetta del mucchio di stenti
almeno la cattiveria di quei piccoli pensi

prima di cambiare canale

_”fuorvioII”

alla fine tutti sti reticoli cristallini
tra le nubi e le loro ragnatele di brividi
nel lampo che aggrotta la polvere
si coagulano in un eresia di luce

ho preso in flagrante lo scrullo delle cose
irrorato di spasimi in una presenza scontata
ho sentito voler vibrare significato
sotto la supplica del peso di una goccia

poi una sete ossessa m’ha disperso
ai soliti cinque sensi
di una svista nient’altro

_-

forgiati dall’obbedienza molecolare
e dallo scrupolo della noia
ogni tanto a la cafetteria forziamo
le labbra a comporre rumore

lo sfiato di umori sublimati in faccia
a una faccia rosata facilita
il respiro della nostra materia e così
rincasiamo tutti pieni di noi

_-

ancora un corpo lasciato andare contro una parete
e tutto intorno solo pareti intorno gettete
come corpi lasciati a sè contro sè a seccare paure

Stampa questo articolo | Invia questo articolo per email | 401 visualizzazioni
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Nessun voto)

Articoli consigliati:
Parole chiave: , ,

un commento
Lascia un commento »

  1. …le parole per esprimere, non le parole come suono, come esercizio stilistico o masturbazione mentale. le parole per comunicare, non per soddisfare solo la propria insoddisfazione. le parole per salvare e mostrare nuove strade, non per piangere sulle vecchie che non si sanno più praticare…

Lascia un commento