Strada Maggiore Numero 0
mercoledì, 1 ottobre 2008 | Di Luca | Sezione: Scritti ineditidi Luigi Socci
0.1
Qualcuno è appena uscito
con passi senza piedi
qualcuno è appena sceso
dagli spini agli spiedi.
Da una soglia che taglia
come un filo di lana
qualcuno è appena uscito
qualcuno è uscito appena.
0.2
Per scriverci in corsivo
finita la matita
la morte entra nel vivo
si tempera le dita.
0.3
Parli degli impiccati
ed ecco che ne spuntano le corde.
Scossi sopra la testa
capelli cotonati
a nodi e croci.
Sembra che indossino parrucche,
che portino moci.
0.4
Mai cominciare un discorso
dicendo domani:
il naso, non oltre,
non altro che gli occhi
portare alle mani.
0.5
Persa la vista perché non serviva.
Persa la strada di casa da dentro.
-Se io esco io non vedo-
Minima idea del mese.
Seri dubbi sull’anno.
Le circa quasi meno.
0.6
i chiodi nei tacchi
le suole di colla
le scarpe legate
fra loro coi lacci
0.7
Ci stanava dal covo
dal nostro rogo e rovo,
la morte sul parquet senza pattine
lasciava brutte righe.
0.8
Chino nel mio cunicolo.
Munito di binocolo.
Non cerco l’ironia, trovo il ridicolo.
0.9
Una volta fuori
la porta si sbarrava alle spalle.
Nello sparire lasciava il posto
solo a mattoni rotti
e nessunissima maniglia.
1
Qualcuno è appena uscito
con passi senza piedi
qualcuno è appena sceso
dagli spini agli spiedi.
C’è nessuno, è permesso?
Era scusate aperto ancora scusa.
In nessuno c’è casa.
Ripasso.
Nota
In Strada Maggiore n.0 si racconta la storia, ed è la mia, dietro il paravento melodico di una filastrocca a metà strada tra Gianni Rodari e Dario Argento, di due amanti felicemente sepolti vivi nell’intima autosufficienza di un bilocale nido bolognese (sito in strada maggiore per l’appunto), sfrattati, ma farei meglio a dire riesumati, dall’atroce impertinenza di una morte reale che viene dall’esterno.
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