due poesie
venerdì, 24 ottobre 2008 | Di Luca | Sezione: Scritti ineditidi Stefano Lunedei
La terra dei lupi
Parlerai di un varco mentale
nella tua vita dipinta
dietro la trama sbirciare senza fiato
con l’occhio buono della festa
speranze oblique e tattili
di chi ha assaggiato il sangue
la decompressione di un amore
ma teme rumori improvvisi
scorgerai folgoranti assenze
solide e vaste come un addio
costruendo parametri d’attesa
sebbene l’ora non ti sia fraterna
poi, movimenti di labbra
dialoghi appesi al disagio
vedere forse la terra dei lupi
evitando metafisiche umane
pura lacerazione pensata
immagini di liquido stupore
finché un editto proclamerà il buio
e sarà sollievo, recensire un vuoto.
♥♦♣♠
Il giocatore non ha moglie ma figli
cui pensa poco e male
mantenuti da poker infami
come tanti vincerà cicatrici
per assegni che non può permettersi
dopo notti tese come destini
“le carte hanno un’anima, sai
se le tratti bene ritornano”
“sì babbo, e i conti si fanno sulle scale”
frasi in bianco e nero
eredità senza peso di un padre
giocatore perduto, genitore perdente
succhiando sigarette incollate
il giovane gli parlò, tremante nei tratti
“la prima luce apre il giro finale”
lui guardò gli altri due, sorrisi eccessivi
li avrebbe rovinati fino all’ultimo odore
lupi da odiare pieni di un vizio
amava il cinema e l’amore comprato
altro sentire impossibile ormai
in quella casa sempre troppo casa
anche gli armadi guardano ostili
certi colori s’impara a scordarli
come quando fuori piove.
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