Venerdì, 10 Febbraio 2012

Storia ordinaria di un amore

sabato, 1 novembre 2008 | Di | Sezione: Scritti inediti

di Barbara De Geronimo

Sera dell’ultimo dell’anno. Sono le 19 e 15 e Sara è in terribile ritardo sulla tabella di marcia. Ha solo un’ora e quindici minuti per asciugarsi i capelli, truccarsi, decidere se indossare il tubino corto di lamé o il vestito lungo nero, trovare nei meandri dei suoi cassetti le calze autoreggenti con il fiocchetto rosso, che porta bene, e constatare se il bustier nero riesce ancora a contenere la sua quarta abbondante.
Con il suo accappatoio rosa indosso, recente dono della mamma per Natale (“Il rosa ti dona tantissimo, tesorino caro”), Sara è letteralmente scomparsa nell’armadio, alla disperata ricerca delle sue preziose scarpe nere con tacco da equilibrista, e Paul si gode lo spettacolo delle sue natiche che ondeggiano di qua e di là, se potesse riderebbe.
Paul è placidamente sdraiato sulla calda e morbida imbottita del letto e non ha nessuna voglia di uscire. Il pensiero di ritrovarsi per strada al freddo, sotto quella insidiosa pioggerellina invernale, che imperversa da giorni, lo inorridisce. Sara lo guarda, forse capisce i suoi pensieri e gli sorride, e il suo sorriso scalda Paul a sufficienza per dargli la voglia di seguirla fino al bagno. Lei inizia ad asciugarsi i capelli con il fon; lui odia il rumore del fon, odia il fon, seppur d’inverno sia costretto a sopportarlo a causa del freddo e delle piogge gelide.
Paul si diverte a guardare Sara che impreca contro il rossetto che si è spezzato; secondo lui, non ha bisogno di belletto, lei è già bella al naturale, ma le donne non sono mai contente di se stesse.
Alla fine Sara decide di indossare il tubino corto, alle autoreggenti ha rinunciato; sa che salteranno fuori al cambio dei vestiti, quando non serviranno a nessuno. Vorrebbe rinunciare anche ai tacchi a spillo, ma è inconcepibile una notte di San Silvestro senza tacchi. Paul la guarda estasiato e ammira il suo incedere ancheggiante.
Sara e Paul sono pronti per affrontare la lunga notte di resoconti, lenticchie, panettoni avanzati a Natale, petardi, partite a sette e mezzo e baci ipocriti di mezzanotte. Sara vorrebbe quasi levarsi le scarpe e sprofondare nel divano armata di telecomando e pralinati vari. Paul vorrebbe accucciarsi ai suoi piedi, ma gli scappa la pipì e inizia a scodinzolare alla vista del guinzaglio. Buon anno a tutti e due!

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