Innaturale?
sabato, 8 novembre 2008 | Di Luca | Sezione: Cronache dalla retedi Franco Buffoni
Fonte: Nazione Indiana (link all’articolo)
Per secoli si pensò che la condizione dei mancini fosse “innaturale” e si cercò di correggerla, di “guarirla”. Furono oggetto di grandissima ostilità. E anche per loro – poi – si fece l’elenco dei grandi uomini, artisti o condottieri, che lo erano o lo erano stati. Anche per loro si sfoderarono percentuali: si dice che fossero (e che siano) attorno al quindici per cento, mentre gli omosessuali sono quotati al dieci. Cinque milioni di italiani, secondo le stime Eurispes. L’analogia potrebbe proseguire con la categoria dell’ambidestro, che varrebbe il bisessuale. Mi domando: siamo ancora a questo punto? Chi decide che cosa è naturale e che cosa non lo è? Gli scienziati, i preti, il comune buon senso? Davide Rondoni?
E ancora: ammesso che si possa definire ciò che è “naturale”, domando a mia volta: ciò che “naturale” è di per sé sempre e comunque cosa buona e giusta? E’ naturale produrre il fuoco, mungere e addomesticare gli animali, arare il suolo, produrre frutti attraverso innesti, far fermentare l’uva? E’ naturale produrre energia, fabbricare plastica, telefonare, accendere la luce?
Questo agli italiani non interessa. Gli italiani il problema se lo pongono solo per l’omosessualità e per la procreazione assistita. Tuttora vietata a singoli e lesbiche, in ciò contravvenendo alle direttive europee e alle risoluzioni della Conferenza del Cairo su Popolazione e sviluppo, che nel 1994 sancì: “I diritti riproduttivi fanno parte dei diritti umani. Ogni SINGOLO individuo ha il diritto di decidere quanti figli avere e quando; e ad essere scientificamente informato onde ottenere il massimo possibile di salute sessuale e riproduttiva, libero da ogni discriminazione, coercizione e violenza”.
Perché questa ostilità in Italia? Forse per permettere ai cattolici di continuare ad affermare che gli omosessuali sono sterili? Perché nei paesi dell’Europa occidentale (in Francia dal 1966, in Inghilterra dal 1976) ai single è consentito accedere all’istituto dell’adozione e in Italia no? E perché in Italia, dove fino al terzo mese è consentito l’aborto, è invece illegale la selezione degli embrioni basata sulla diagnosi pre-impianto?
Qui siamo davvero al ridicolo. La deriva biologistica della chiesa cattolica e dei suoi accoliti ha toccato il fondo, riducendo il giudizio sull’”idoneità” di una coppia a crescere un minore alla “natura” del loro sesso; e riducendo la nascita di una persona alle avventure e disavventure di un embrione. Finché queste ossessioni ricadono all’interno della stessa chiesa cattolica sono fatti loro, ma quando per via dei parlamentari cattolici e fascisti è l’intera società a subirle diventano fatti di tutti.
Ho scritto: alla “natura del loro sesso”, per sottolineare quanto sia pregiudiziale la posizione. Ma ripeto: fin che se la giocano al loro interno… Si pensi a un glabro filippino, di bassa statura, dai lineamenti dolci: una donna non può fare il prete, lui sì. Si pensi a una signora siberiana di alta statura e dai lineamenti pronunciati, persino il pomo d’Adamo le si vede quando parla. Immaginateli vestiti coi paramenti sacerdotali. Chi dei due è più prete, chi maggiormente corrisponde al cliché “virile”? Ciò che conta per i cattolici non è questo. Ciò che conta per i cattolici è come si fa pipì.
Questa ossessione per come si fa pipì continua a obnubilare molti. Altrimenti non ci si spiega perché – in Italia – sia in corso la progressiva sostituzione del welfare (a misura di singolo cittadino) con modelli familisti. Una costruzione normativa spacciata per “naturale” e invece mirata a perpetuare violenza e oppressione sui soggetti non-conformi, in primis sugli omosessuali.
E’ la parte più avanzata della filosofia del Novecento che considera obsoleto come categoria di pensiero il cosiddetto diritto naturale. Siamo ormai una specie troppo poco “naturale” per parlare di che cosa è naturale. Per gli appartenenti alla sapiens-sapiens, oggi, “naturale” dovrebbe essere l’accentuazione di educazione, gentilezza, civiltà: umanizzare il mondo, diceva Rilke. La sapiens-sapiens è diventata tale proprio perché si è distanziata dalla natura, dalla animalità. E comunque la natura non disdegna affatto l’omosessualità. In molte specie l’accoppiamento omosessuale è un dato di consuetudine anche in presenza di individui del sesso opposto. E non solo in cattività. Inoltre, in molte specie vicine all’homo sapiens il sesso è slegato dal ciclo riproduttivo. E questo è fondamentale: la separazione tra sessualità e procreazione.
E’ stato un cortocircuito divertente: dapprima si sostenne che gli animali, che sono “naturali” non praticano l’omosessualità. Dimostrato scientificamente il contrario, hanno avuto il coraggio di dire che – se gli animali praticano dei comportamenti “bestiali” – questo non giustifica l’uomo che li imiti.
Da qui la distinzione ratzingheriana tra “natura” e “natura umana”, secondo la quale esistono specifici doveri che la ragione umana ha creato per gli uomini… Ma è proprio da questa posizione che discendono il diritto alla fecondazione assistita e il diritto per l’omosessualità ad essere rispettata. Usando le categorie di pensiero care all’autore del discorso di Ratisbona: come si può negare che la pulsione omosessuale sia “naturale”? E’ forse stata creata in laboratorio?
I figli “naturali” li hanno sempre definiti anche “bastardi”. Ma che si decidano! Questa natura è buona o cattiva?
Ovviamente la natura non è né buona né cattiva, la natura è animale. E il pregiudizio omofobico è figlio della convinzione che esistano una legge e un diritto “naturali”. Al più posso prendere sul serio la distinzione che si fa nel mondo scientifico anglosassone tra nature e nurture, intendendo con la seconda le acquisizioni, i nutrimenti dovuti all’ambiente. Ma ben guardandomi dal ricercare attraverso di essa le “cause” di “malattie” quali l’”omosessualità” o la “mancinità”, come vorrebbero cattolici e fascisti. Che finanzierebbero persino la ricerca se sapesse “scoprire” il “gene” dell’omosessualità…
Poveri illusi! E’ meglio che si rassegnino. Certo, faranno soffrire ancora tanta gente con la loro ostilità preconcetta alla nuova idea allargata di famiglia, ma la modernità va in questa direzione, che a loro piaccia o no. E sempre più istanze femministe si legheranno a istanze omosessuali contro maschilismo, autoritarismo e eteropatriarcato.
Il sito delle Famiglie Arcobaleno
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GRANDE BUFFONI !!!
mi è piaciuto specialmente
“Chi decide che cosa è naturale e che cosa non lo è?
Gli scienziati, i preti, il comune buon senso? Davide Rondoni?”
quando è l’anima che narra…
bravo Franco
Ciao Mara come stai? grazie per il commento, che ovviamente condivido. Besos
Luca