Segnalazioncina di Andrea
Avendo assistito ad uno spettacolo teatrale esilarante, profondo, a tratti lirico, con un’energia salda, mai stentata, capace di creare un’empatia subitanea con il pubblico, be’…andava da sé la segnalazione dello spettacolo stesso e di questi tre giovani attori davvero bravi. La segnalazione prende a piene mani dalla comunicazione on-line che “Il mulino di Amleto”, teatro e sede di laboratori teatrali a Rimini, offre, permettendoci anche di andare alla pagina my space della compagnia teatrale semplicemente cliccando su una delle due prime righe che seguono dopo il titolo “Rassegna stampa”.
Che altro dire se non: auguriamo a tutti d’incrociare questi tre ragazzi da palcoscenico.
CRisiKO!
FINALISTA PREMIO SCENARIO 2007
di e con Francesco Rotelli, Riccardo Goretti, Luca Zacchini
Tre omini nascono, crescono, fanno lo sviluppino, maturano, invecchiano, sfioriscono e tirano il calzino. Lo fanno davanti agli occhi di tutti, bruciando le tappe, stringendo i denti della vita. Tre omini incubati, tre cicli, un triciclo. La lancetta scatta, il tempo passa, l’acqua scorre, l’omino schiatta. Sbagliando s’impara, vivendo s’imbara. Tre omini si cosano. Tre piccoli porcellin, si lavano e si vestono, e vanno. E sono andati. Tre omini, tre anime. Tre omini fraseggiano composti, scomposti, e poi riposti. Gli omini hanno vita facile. Diverse fasi, diverse frasi, a volte anche le stesse. Frasi fatte. Fasi fratte. Fiori fritti. Tre omini si sfuggono, si parlano, si ascoltano poco, s’incrociano, s’accoppiano, s’escludono, s’affliggono, s’afflosciano.

Rassegna stampa
“Una sorta di work in progress che si origina da un modulo recitativo che cresce, cambia, si evolve. Un copione sempre diverso, un linguaggio pronto ad arricchirsi di nuovi elementi che scaturiscono da interviste che GLI OMINI realizzano nei luoghi in cui si esibiscono, negli incontri con persone diverse, per forgiare uno spettacolo dalla variegata umanità: ora cinica e surreale, ora ironica e divertente, ora triste. Gli Omini piangono, ridono e fanno molto ridere.” (IL RESTO DEL CARLINO – Claudia Rocchi.)
“Dal lunedì al giovedì raccolgono testimonianze, storie, sogni degli abitanti del luogo. Nel fine settimana le informazioni, le esperienze, i modi di dire rinvenuti confluiscono in un canovaccio teatrale che prevede la nascita, la crescita e la morte di tre “omini”. La domenica si va in scena. Studiato per superare lo scambio di ovvietà. Uno spettacolo da non perdere.” (LA NAZIONE – Lorenzo Maffucci).
“Il grande successo de GLI OMINI è dovuto al contatto umano che stabiliscono col pubblico. Salgono in scena che sono bambini in mutande, poi si vestono via via che diventano adolescenti, giovani, uomini, anziani, vecchi. Ed è proprio la fase finale una delle più comiche ma anche delle più poetiche, poiché emerge un grande rispetto per ciò che viene raccontato durante le interviste.” (IL CORRIERE NAZIONALE – Valentina Giovannini)
“In questa dimensione gli attori si sono proposti come enti ascoltatori, come amplificatori di vite veramente vissute. Intervistano, parlando e incontrando persone; gli Omini sono curiosi, domandano di tutto, abitudini, storie, passatempi e divertimenti. Il progetto teatrale, socio-umanistico, si è sviluppato con una serie infinita di domande a tutte le fasce d’età, adulti, vecchi e giovani. Passando per le scuole, elementari e medie, Gli Omini hanno lasciato il segno anche tra i più piccoli che, incuriositi, si sono lasciati andare a strani e affascinanti racconti. Da tutto questo, e non solo, è nato uno spettacolo, un’istantanea della storia di Prato che prende vita dalle parole degli abitanti passando la bravura attoriale degli Omini.” (IL PUNTO ONLINE.)
La compagnia Gli Omini, a cui è toccato l’onore di aprire la rassegna e che ha letteralmente conquistato la platea, dosando magistralmente divertimento scanzonato e riflessione a tratti malinconica nel mostrare la vita di tre uomini, o meglio“omini”, dall’infanzia alla vecchia, in una sintesi ben riuscita dei momenti cruciali della vita di ciascuno. Testo interessante, ottima prova d’attore e meritati applausi a conclusione. (GenovaPress.com)
Gli Omini, solo finalisti – in realtà nel backstage del premio, ricorda Civica, «erano dati tra i vincitori in un’annata di grande qualità di proposte artistiche», portano in scena alla Tosse – con dichiarata emozione – il loro CRisiKO Dalla raccolta di battute reali colte dal vivo tra la gente, Gli Omini hanno costruito una partitura drammaturgica che percorre il ciclo della vita di tre bambini che diventano ragazzi, poi adulti e quindi anziani. Estremamente ritmata, la pièce – che non è teatro di narrazione -, vive di un’alternanza bilanciata tra la leggerezza di una comicità spicciola mai scontata – molto giocata sulla parlata toscana – e la drammaticità a volte tragica dell’evoluzione che porta tre bimbetti affiatati e ancora ignari, alla delusione, all’amarezza e persino alla follia di fronte alla pressione e alle sconfitte vissute nell’età adulta. In un linguaggio volutamente astratto e ellittico si crea l’evidenza di un rapporto di amicizia a tre che si sviluppa e continua nell’arco di tutta una vita, legata a presupposti e episodi condivisi nell’infanzia. «Le esperienze e le parole stesse delle persone che incontriamo – per una settimana – entrano nei tre omini, per ciò quello che vedrete è la realtà, è tutto vero». L’articolazione testuale, che a volte soffre per la sua frammentarietà, è in realtà ben inclusa dai tre interpreti in una struttura che prevede stacchi intelligenti che colmano passaggi o proseguono il dialogo spiazzando il pubblico con un improvvisata situazione da discoteca o una spassosissima scena in cui i tre conversano muti come pesci solo attraverso il suono delle labbra. (Mentelocale.it – Laura Santini)
Gli Omini
Memoria del tempo presente.
Progetto teatrale e socio-umanistico
Gli Omini stanno costruendo il loro percorso attraverso un’indagine in vari paesi d’Italia. In questo percorso ricercano “l’uomo” nelle sue diverse condizioni sociali, ambientali e culturali. Si mettono in macchina e arrivano nel tal paese. Vi arrivano e vi stanno “tot” giorni. Si stanziano, s’insediano, si accomodano all’uso del paese. Vanno in piccoli centri abitati: partire dal piccolo perché il minimo comune denominatore comunque resti l’uomo.
Gli Omini acquisiscono linguaggio, convinzioni, colore, carattere, sentimenti. Dalle esperienze raccolte nascono i personaggi: dalle interviste, dalle testimonianze ricevute e dalle vite incontrate. La loro vita è in continuo divenire, così come la nostra drammaturgia cambia in continuazione, perché cambiamo noi.
Il nostro è un bisogno pressante, continuo, convinto, di crescere, di trasformare, di conoscere e riconoscere. Bisogna, allora, mettere all’erta, avvertire, far presente e nel presente agire, bisogna far capire o ancor meglio non capire, provocare, provocare una reazione, imboccare curiosità, alimentare curiosità, ingrassare curiosità.
Evitare che la comunicazione sia scambio di ovvietà. Vivere la bellezza della crisi: ridere e piangere senza sapere perché. Arrivare piano, ma arrivare ugualmente. Scovare il pubblico. Ri-aggregare un intero paese intorno ad uno spettacolo che abbia come tema principale le vite dei suoi abitanti, ma in generale le vite di tutti gli uomini. L’obiettivo è creare un rapporto con il pubblico, perché la gente non lo sa di essere pubblico.
Ci proponiamo dunque come ascoltatori, ma anche come amplificatori di vite vissute.
…siamo tutti soli, siamo tutti diversi, siamo tutti Omini…
Stampa questo articolo
| Invia questo articolo per email
| 618 visualizzazioni
Articoli consigliati:
Grazie!!!!
Gli Omini tutti in cor.