Venerdì, 10 Febbraio 2012

eXistenZ – di David Cronenberg

giovedì, 18 dicembre 2008 | Di | Sezione: Profili

di Andrea Muccini

eXistenZCronenberg esplora il territorio della realtà virtuale con gli strumenti che gli appartengono dal tempo di “Videodrome” e che caratterizzano la sua cinematografia. Ne scaturisce un film forse non tra i suoi migliori ma comunque interessante e capace di interpretare il presente e di anticipare scenari prossimi venturi.

Allegra Geller presenta il suo ultimo video-gioco, eXistenZ, un ragazzo estrae una pistola realizzata con materia organica e la ferisce. Un uomo della sicurezza l’accompagna verso un luogo più sicuro.
I due proseguiranno la loro avventura in bilico tra mondo reale e virtuale.

Le tecnologie informatiche ed i loro derivati, come appunto la realtà virtuale, hanno preso ormai possesso delle nostre vite con le implicazioni psicologiche e sociali che ciò comporta: il corpo si smaterializza e viene proiettato in una dimensione altra, la nostra mente si fa creatrice di nuovi mondi.
In eXistenZ il passaggio dalla nostra realtà materiale a quella virtuale avviene attraverso uno strumento, il pod, che non è materia inanimata e tecnologica bensì materia vivente e pulsante e sancisce il recupero (quasi per contrappasso) di quella corporeità che stiamo abbandonando.
Il legame tra mente e corpo è assai stretto e l’illusione di lasciare l’uno per l’altra potrebbe essere pagata a caro prezzo.

La realtà virtuale del film appare convincente perchè mutuata dalla struttura dei videogiochi che oggi vediamo, con i suoi limiti e le sue incongruità: i personaggi di “eXistenZ” vanno in loop ed hanno bisogno di essere chiamati per nome per proseguire la trama del gioco; quest’ultimo, inoltre, lascia spazio alla coscienza (ingannevole) dei giocatori che vi partecipano.
Proprio la coscienza, cioè la consapevolezza di essere, è, insieme al corpo, uno dei temi principali del film.
I protagonisti sanno di trovarsi in un gioco, ma piano, piano questa loro certezza è corrosa fino a confondere completamente qualsiasi livello di realtà (o irrealtà) e noi spettatori li seguiamo con la loro stessa crescente incertezza.
E’ quello che ci accade ormai ogni giorno, spesso senza che neppure ce ne accorgiamo.

I personaggi finiscono col chiedersi se quello che sta accadendo loro sia vero oppure no e, ritenendo di trovarsi nella finzione, decidono che possono sparare a chi vogliono, tanto è tutto finto.
Una logica perfettamente aderente all’aforisma del filosofo arabo Hassan I Sabbah, citato spesso da William Burroughs che Cronenberg ben conosce (“Il pasto nudo”): “Niente è vero, tutto è permesso”.
Quando il nostro mondo perde consistenza e si mescola alla finzione tutte le certezze crollano.
In “Videodrome” avevamo visto come i paradigmi televisivi s’impossessano della nostra vita quotidiana, in “eXistenZ” vediamo come la nostra vita diviene progressivamente sempre più virtuale.

La realtà si dissolve, diviene sempre più difficile distinguere il vero dal falso, ammesso che questi concetti abbiano ancora senso, il bene ed il male perdono i loro confini: niente è vero, tutto è permesso. Le nostre vite vengono inghiottite da mondi immaginari che qualcuno ha creato per noi…

Ottima interpretazione dei due protagonisti Jennifer Jason Leigh e Jude Law, credibili anche nelle situazioni più visionarie del film. Breve ma intensa la parte di Willem Dafoe, incisivo come sempre.
Cronenberg ripropone, inoltre, il tema ricorrente dei suoi lungometraggi ossia il rapporto tra interno ed esterno dei corpi umani e non. Il pod, periferica organica, e la bio-porta connettono non solo mondi diversi ma anche corpi pulsanti e, a volte, infetti con evidenti richiami ad altre sue opere (“Il demone sotto la pelle” e “Rabid”).
“eXistenZ” è un’opera a più livelli che si presta a diverse chiavi di lettura con un finale circolare ma aperto, un film tipicamente cronenberghiano, quindi un ulteriore piccolo tassello nella poetica del regista canadese.

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un commento
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  1. Per quanto mi riguarda il miglior Cronenberg di sempre insieme a Videodrome. Se un giorno qualcuno si prenderà la briga di stilare una top ten cinematografica degli ‘anni 90 penso proprio che Existenz dovrà entrarci di rigore, se non altro per l’allucinante talento profetico del suo regista.
    Straordinaria anche Jennifer Jason Leigh, attrice meravigliosa qui nel ruolo della sua vita e arrapante come poche altre volte. Lunga vita al demone Allegra Geller!

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