Giovedì, 9 Febbraio 2012

Una poesia di Bei Dao

mercoledì, 7 gennaio 2009 | Di | Sezione: Profili

bei_daoSenza titolo

Quando la lingua impazzì, noi
stando su un terreno vuoto della legge
ci salvammo perché sordomuti
gli autobus scolastici uno dopo l’altro
costeggiano l’abisso di luce
la notte è un vecchio film
la musica come pioggia si infiltra nelle epoche

Orfani che inseguono cieli azzurri
i libri in lutto stanno rispettosamente in piedi
sulla strada che porta all’interpretazione
le azalee e le sorelle
sbocciano per morire

Tratto da “Speranza fredda”

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un commento
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  1. condivido appieno i sentimenti del poeta.il mondo consumistico,quello di volere tutto e subito,la fretta del quotidiano vivere,il ritorno dell’analfabetismo,la mancanza del senso estetico,la perdita dei valori, stiamo vivendo un profondo decadentismo.

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