Una poesia di Bei Dao
mercoledì, 7 gennaio 2009 | Di Andrea | Sezione: Profili
Senza titolo
Quando la lingua impazzì, noi
stando su un terreno vuoto della legge
ci salvammo perché sordomuti
gli autobus scolastici uno dopo l’altro
costeggiano l’abisso di luce
la notte è un vecchio film
la musica come pioggia si infiltra nelle epoche
Orfani che inseguono cieli azzurri
i libri in lutto stanno rispettosamente in piedi
sulla strada che porta all’interpretazione
le azalee e le sorelle
sbocciano per morire
Tratto da “Speranza fredda”
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condivido appieno i sentimenti del poeta.il mondo consumistico,quello di volere tutto e subito,la fretta del quotidiano vivere,il ritorno dell’analfabetismo,la mancanza del senso estetico,la perdita dei valori, stiamo vivendo un profondo decadentismo.