Giovedì, 9 Febbraio 2012

Facebook-mania

venerdì, 16 gennaio 2009 | Di | Sezione: Cronache dalla rete

di Anna Masera

Fonte: La Stampa (link all’articolo)


10/1/2009

La personalizzazione rende Internet più “friendly” alle masse: ma si può continuare a vivere senza frequentare i social network?

Ok, non sono su Facebook. Sono circondata da colleghi fieri dei loro contatti sul Faccialibro, e forse proprio per questo mi guardo bene dall’inserirmi anch’io: non ho voglia di farmi amici nessuno che non sia amico mio per davvero. Anche se in realtà, attraverso parenti e amici che su Facebook ci sono, ho ritrovato vecchi amici che in effetti mi ha fatto piacere ritrovare… E poi c’è il lavoro che faccio: temo che prima o poi mi toccherà farci una capatina, perché sembra difficile occuparsi di Internet senza essere anche lì.
Prima era obbligatorio avere una home page personale per comparire nei motori di ricerca, poi un blog, poi c’è stata la moda di Second Life (per fortuna mai davvero decollato a questi livelli), e adesso se non sei su Facebook sembra che ti perdi qualcosa, sul Web. E sì che ce ne sono tanti altri, di social networks. Io in forma anonima ne ho frequentati diversi per un po’, per conoscerne i meccanismi. Ma finora mi sono guardata bene dall’entrarci con la mia identità.
Invece oggi persino l’Ansa scrive che – dai gruppi che inneggiano a Riina e e, all’opposto, la lotta alla mafia con la solidarietà allo scrittore Saviano – il fenomeno Facebook è sempre più collegato all’attualità e coinvolge sempre più le esperienze degli iscritti. E i numeri in crescita del social network, che ha oramai toccato i 140 milioni di utenti in tutto il mondo (solo in Italia negli ultimi cinque mesi è passato da 572 mila utenti a quasi 5 milioni, +763%), spingono le grandi aziende a modulare la loro offerta sul modello di un Internet personale, cioè sempre più ritagliato sull’utente. E in quest’ottica i principali siti si stanno già attrezzando. Microsoft ha predisposto una nuova versione di Windows live, (oltre 460 milioni di utenti mondiali): grazie all’accordo con protagonisti del settore come WordPress, Linkedin, Twitter e Facebook gli utenti potranno integrare le attività che hanno su questi siti direttamente su Windows Live. Nella stessa direzione si muove Yahoo!, una delle destinazioni web più trafficate del mondo (oltre mezzo miliardo di utenti): con il restyling del sito permetterà di avere a portata di mano e in una sola area (’My application’) più informazioni allineate alle preferenze degli utenti, comprese quelle riguardo la stampa e la finanza. E nella direzione di una sempre maggiore personalizzazione dell’esperienza di navigazione sul web si muove anche Google che prevede di ampliare il servizio Geo e Street View. Mentre sul mobile-computer si sta concentrando la Nokia, il primo costruttore mondiale di cellulari, avviato sempre più a diventare Internet company, con oltre 1 miliardo di utenti potenziali.
E allora, che faccio, devo andarci su Facebook oppure posso tenermi alla larga? Accetto consigli. :-)

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6 commenti
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  1. Non lascio alcun consiglio ad Anna Masera, perché preferisco esprimere la mia opinione su Facebook utilizzando le parole di Tom Hodgkinson del Guardian:

    «“Mi piace Facebook”, mi ha detto un amico. “Una volta ho pure rimediato una scopata.” È un sito che incoraggia una competitività inquietante. Oggi sembra che nell’amicizia non conti la qualità, ma solo la quantità: più amici hai, meglio stai.
    Facebook è un altro esperimento ipercapitalista. Si possono fare soldi con l’amicizia? È possibile creare comunità svincolate dai confini nazionali (e vendergli la Coca-Cola)? Il sito non crea niente di originale. Non fa niente. Si limita a mediare rapporti già esistenti.
    I creatori di Facebook non devono fare quasi niente. Se ne restano seduti mentre tre milioni di “Facebook-dipendenti” cercano spontaneamente dati anagrafici, fotografie e liste dei lori prodotti preferiti. Dopo aver costruito questo immenso database di esseri umani, Facebook non fa altro che rivendere le informazioni agli inserzionisti o, come ha spiegato Zuckerberg sul suo blog, “aiutare le persone a condividere con gli amici le informazioni sulle loro attività online”.
    E poi, cari utenti di Facebook, avete letto le dichiarazioni del sito sulla riservatezza dei dati? In sostanza vi dice che la privacy non esiste. Facebook si dichiara a favore della libertà, ma in realtà somiglia ad un regime totalitario, virtuale e ideologicamente orientato.»

  2. …….Rendo seguito al tuo conturbato appello , poichè rispondendo a te , rispondo finalmente anche a me stesso -Ho sempre considerato internet come la più grande rivoluzione culturale di tutti i tempi , ma prima del suo avvento nel mio quotidiano , io comunicavo e consideravo l’amicizia in maniera molto privilegiata e molto personale ….

    Se l’impostazione di questo nuovo sistema comunicativo è basato su quel sentimento allora ben venga , ma se esso deve confondersi con l’alienante vita lavorativa o la sterile conoscenza , allora a che serve ….. Basta e avanza la gestione classica delle mail e dei biglietti da visita elettronici ….. che altro ?…….

    Cosa converrebbe fare con questa nuova moda ?….Moda più adolescenziale o da persone veramente mature ?….. Certo il piacere di scoprire o riscoprire vecchie o nuove amicizie è una tentazione molto forte ma chi entra in acqua alla fine si bagna inevitabilmente ….

    Mi sembra essenziale concludere affermando che internet nell’ambito dell’Amicizia è da considerare come il perfetto regno dell’anonimato !….. Beninteso , che non è un modo vigliacco per nascondersi , ma è un modo diverso per scoprirsi…. Ho sempre pensato che privilegiare l’essere all’apparire ha la stessa ragione che giustifica la profondità alla superficialità …..Questa è la temporanea e vera immagine che ognuno dovrebbe dare di se stesso/a …….

    Permettimi di salutarti con un “ciao” , solidalmente amichevole anche se tra noi siamo perfettamente estranei !…..

  3. Ricambio volentieri il tuo saluto e termino con un’ultima considerazione: è vero che Internet consente livelli e modalità di comunicazione che prima non si riusciva neanche a immaginare, ma le relazioni vere e durature non nascono nel virtuale. Ci si può innamorare di un’idea, di una fantasia, di un avatar, ma un rapporto disincarnato quanto può sopravvivere? Quindi, va bene contattare vecchie conoscenze attraverso Internet, ma poi incontriamole dal vero!

  4. facebook e stupendo

  5. Cara Ilenia, anche il cattolicesimo – a detta di alcuni – è stupendo, ma non per questo deve convincere tutti o è esente da pecche!
    Per me Facebook deve essere uno strumento, non un fine…
    Ciao.

  6. Anna, come tutte le cose va usata con moderazione .. se non sei interessata non iscriverti, ma dal momento che ne parli, mi sembra che tu sia interessata! Registrati … sei sempre in tempo a cancellarti successivamente.

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