Venerdì, 10 Febbraio 2012

Recensione: “Daisy Kutter” di Kazu Kibuishi

lunedì, 2 marzo 2009 | Di | Sezione: Profili

di Manuel Semprini

Daisy Kutter. L'ultimo trenoDi ritorno da Mantova Comics, la fiera del fumetto e dei giochi giunta alla sua quarta edizione e terminata ieri, sono stato favorevolmente colpito da una graphic novel uscita l’ottobre scorso per i tipi della milanese ReNoir.
Sto parlando di Daisy Kutter. L’ultimo treno (192 pagine, b/n, brossurato, euro 12,00), una miniserie di 4 capitoli pubblicata negli Stati Uniti dall’agosto al novembre 2004, di Kazu Kibuishi, il creatore dell’antologia Flight.

Si tratta di una storia d’azione – la prima graphic novel dell’autore, selezionata dall’American Library Association come miglior libro a fumetti per ragazzi del 2006 – ambientata nel far west con elementi fantascientifici (secondo l’estetica del cosiddetto steampunk), che vede come protagonista, appunto, Daisy Kutter, un’ex rapinatrice che ha appeso la pistola al chiodo per diventare una tranquilla commessa di un emporio di sementi.
Ma la tranquillità viene interrotta dalla proposta di un “ultimo” lavoro: assaltare un treno blindato, per metterne alla prova i sistemi di sicurezza. Il committente è lo stesso proprietario dell’agenzia che fornisce i robot di sicurezza e che per convincere del tutto Daisy la sfida a poker (alla texana) e le vince tutto, emporio compreso.
L’amicizia dello sceriffo Tom, suo ex compagno di rapine ora passato dall’altra parte, non è sufficiente per convincere la protagonista a non accettare l’incarico. In combutta con due soci, un uomo e un robot, Daisy mette in atto un piano semplicissimo per staccare i primi vagoni del treno e rapinare così la cassaforte in essi contenuta. Purtroppo, il suo cliente non le ha detto tutta la verità e Daisy scopre pericolosamente quanto possano essere letali gli ultimi avanzatissimi robot posti a difesa del treno.
Il volume unico è corredato da vari tributi di altri disegnatori, amici di Kibuishi, che hanno rivisitato il personaggio declinandolo secondo il proprio stile e immaginario.

La storia non è affatto complessa, bensì molto lineare (forse anche scontata per certi versi), e ruota tutta intorno alla figura dell’eroina per dare risalto alla sua forte personalità (daisy cutter, in inglese, indica una bomba d’aereo di particolare potenza che esplode a pochi metri dal suolo con un vasto raggio d’azione). Ma il disegno e i toni quasi da commedia rendono il tutto molto godibile e divertente, specie nei dialoghi fra Daisy e Tom (ottima figura di co-protagonista).
Lo stile grafico poi di Kibuishi (nato a Tokyo nel 1978 e residente ad Alhambra, in California), ordinato, essenziale, a mezzetinte di grigio (aggiunte con Photoshop), che niente ha a che spartire con i manga, accompagna l’azione con eleganza ed efficacia.
Come ho letto tra le news di Fumo di China, Daisy Kutter è «il western che John Ford avrebbe girato se avesse visto Blade Runner». Oppure, come scrive Luigi Siverio nel suo blog House of Mystery, «è l’esempio perfetto di come sarebbe un film della Pixar se fosse realizzato nella forma del fumetto».

Insomma, nella variopinta e caotica kermesse di Mantova, questa graphic novel è stata sicuramente una piacevole sorpresa, che raccomando a tutti gli appassionati di fumetti, western e fantascienza.

Capitolo 1 (versione americana)Capitolo 2 (versione americana)
Capitolo 3 (versione americana)Capitolo 4 (versione americana)

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