Condotta Poetica, Coriano 43°/12°
martedì, 3 marzo 2009 | Di Manuel | Sezione: Eventi e comunicatiSabato 21 marzo 2009, Giornata Mondiale della Poesia, TEATRO CorTe di CORIANO
a cura di Isabella Bordoni e Paolo Vachino
PROGRAMMA
ore 20.30 ingresso
ore 20.45 intro Yutaka Nishimura pianoforte
ore 21.00 live performance LA MARCIA DEI SOLITARI/LE PARTAGE (DES VOIX) tessitura drammaturgica, voce, immagine, composizione Isabella Bordoni – paesaggi sonori Andrea Felli – pianoforte Yutaka Nishimura – ispirato agli scritti di H. Arendt, I. Bachmann, F. Nietzsche, S. Kierkegaard, A. Schopenhauer
ore 21.30 Orchestra d’archi dell’Istituto Musicale Pareggiato “G. Lettimi” di Rimini, direttore Gian Luca Gardini – musiche di Elgar, Sibelius, Dvorak
ore 21.45 – 22.15 pausa nell’enoteca del Teatro CorTe
ore 22.15 Orchestra d’archi dell’Istituto Musicale Pareggiato “G. Lettimi” di Rimini, direttore Gian Luca Gardini - musiche di Elgar, Sibelius, Dvorak
ore 22.30 ensemble giovanile Aulòs – Musica Insieme – Maria Laura Cecchini basso e voce, Matilde Driadi tastiera, Pietro Galvani batteria e percussioni, Irene Aurora Paci violoncello, Filomena Galvani violino, Veronica Eusebi violino, Ilaria Virginelli tastiera e percussioni, Roberto Galvani violino chitarra, organetto piccolo e direzione
ore 22.50 letture poetiche con gli autori di Scritti Inediti/Roberta Bertozzi, Andrea Della Pasqua, Fabio Orrico, Domenico Settevendemie, Gianluca Tognacci e Scuola di Scrittura Creativa Rablè/Roberta Aliventi, Claudio Castellani, Silvia Mantovani, Ida Negri, Patrizia Pirina, Roberto Sapucci, Nevio Semprini, Paolo Vachino
nella sala incontri del teatro CorTe sezione VIDEOPOESIA, con proiezioni in loop di <poetry.scapes> di Fatima Bianchi e Giulia Trapanotti, Naba Accademia di Belle Arti di Milano/ExtendedLab
è presente in teatro il punto libri Libreria Indipendente|mente/Interno4
Presentazione
Pensiamo a volte che la vita sia un libro che scorre a capitoli; di alcuni di questi sappiamo il racconto e le conseguenze, di altri conosciamo la densità e la temperatura ma è per quelli ancora da leggere che avvertiamo il brivido spavaldo e sparviero di un segreto. E’ certo che tutto poi si somma e sottrae, in un computare a volte ostinato e rapace a volte straniero, a volte invece in un resoconto prossimo e quieto del divenire. E’ nel tempo tuttavia è solo nel tempo, è nel suo volgersi e incresparsi, nella piega del suo esporsi e durare, è nella metrica del suo discorso, negli scenari della sua apparizione e sparizione, nel suo divenire linguistico e storico, che ogni soggetto apprende un altro io. Il tempo ci insegna un altro io perché ci insegna l’io nell’altro e nell’insegnarci l’altro ci rivela a noi stessi. Con rabbia e con tenerezza noi siamo creature nel e del tempo. Eppure. Eppure c’è un fare, c’è un gesto, c’è un nominare che trascende la condizione temporale dell’esistenza, che buca il tempo ne altera i confini e si sporge – con sfrontatezza o pudore – su una specie di eternità. Ecco questo piccolo passaggio fuori dal tempo è ciò che noi chiamiamo poesia. Questa feritoia, questo paesaggio, questo presagio di sottile lama è l’apertura che facciamo nostra.
Nella giornata mondiale della poesia che è anche giorno di equinozio primaverile, la sottile lama apre una prospettiva poetica dentro al tempo della crisi.
La poesia sfida il predicato storico che ci vuole ammassati in identità spicciole e feriali. Noi, invece, vogliamo la festa e la cittadinanza, vogliamo la stagione nuova e le fioriture.
Un filo si è dipanato a partire da Berlino, il 21 marzo del 2003 con quel “Stanze d’Ascolto” che dalla Haus der Kulturen der Welt e in diretta radiofonica sulla DeutschlandRadio, inaugurava per noi una nuova stagione della vita e dell’arte. Il 21 marzo del 2004 erano un’altra città e un altro ente radiofonico, Vienna e ORF kunstradio, a farsi cassa di risonanza di “Fioriture_a poetryscape”. Il percorso in Europa ci ha riportati in Italia, all’incrocio di territori ed esistenze dove con arte calligrafa sono tessuti luoghi e nature.
Perché poesia è per noi proprio quel fare, quel gesto, quell’agire che approssima geografia e tempo.
In Italia dopo Longiano è oggi Coriano ad aprire le porte del teatro CorTe e tracciare la strada di una cittadinanza poetica che da Solapoesia porta a questa nostra Condotta Poetica.
Ci piace pensare che ogni luogo è insieme una tessitura geografica, affettiva, politica e umana, che esiste nel mondi reale e della rappresentazione.
Ci piace pensare ai sistemi di riferimento cartografico, di orientamento e di misura come a mappature sensibili, coordinate non solo tecniche ma emotive e ci piace interpellare i luoghi nelle loro diverse nature. Non amiamo le bandiere ma gli spazi, scopriamo così che Coriano è indicata con latitudine 43°58’12″00 N e longitudine 12°36’5″40 E che noi assumiamo come coordinate di un paesaggio che è insieme geografico e poetico.
Ecco allora che la Condotta Poetica si connota in Coriano 43°/12°, spazio reale e rappresentato, luogo e logo verso il logos che lo da discorso, misura e ragionamento.
Vogliamo qui ringraziare il Comune di Coriano e la Biblioteca Comunale “Giovanni Antonio Battarra” per avere con noi posto le basi di questo agire.
Isabella Bordoni
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