Nero
martedì, 7 aprile 2009 | Di Fabio | Sezione: Scritti inediti
Foto di Lui Tasini
Testo di Nicoletta Verzicco
“Gli occhi nelle mani. Toccare, accarezzare tutto ciò che ci sta attorno
percependo attraverso la sensibilità delle mani. Il dono della vista è un
regalo scontato per chi lo ha ricevuto e mai ci soffermiamo a pensare cosa vuol
dire assaporare la vita senza vederla. Una benda nera sugli occhi e tutto
cambia. Si modifica la percezione dei suoni, si acuisce l´olfatto e il tatto
trasmette le forme delle cose e l´essenza di esse. Mai indugiamo sugli
automatismi che ci permettono di camminare, di muoverci, di leggere, di
lavorare o dilettarci. Mai prestiamo attenzione alla peculiarità dei profumi,
dei sapori, dei suoni e delle voci. Mai ci attardiamo a distinguere un vento
che accarezza o sferza il nostro viso o il calore del sole sulla nostra pelle.
Siamo attenti solo alle apparenze, alla bellezza di un volto o alla attrattiva
di un corpo, l´essenza di essi giunge dopo. Il buio dietro ad una benda nera
cambia tutto, cambia il vivere, costringe a chiedere il contatto, spinge ad
ascoltare ed è così che ci si accorge della castrazione dei nostri sensi e dell´
oltraggio che ad essi facciamo, fondando la nostra vita sull´esteriorità. L´
approccio al cibo per noi vedenti comincia dal suo aspetto, non dalla sua
fragranza, non dal percepire con la lingua la sua consistenza o il suo sapore;
con una benda nera sugli occhi si tocca il piatto delicatamente e si annusa il
contenuto principiando a capire cosa sia ed ecco che si entra in un mondo nuovo
e magico dove i sensi, da noi trascurati, si acutizzano e si esaltano dalle
inusitate percezioni. Durante il nostro vivere quotidiano dovremmo, ogni tanto,
domandarci come sarebbe esistere senza avere il dono della vista, dovremmo
rallentare il ritmo del respiro per capirne il profondo significato, dovremmo
ascoltare il silenzio che è raro e prezioso, dovremmo assaporare un cibo
semplice e naturale per comprendere la ricchezza della fantasia nel cucinare,
dovremmo accarezzare un volto per appropriarci di un sorriso, dovremmo farci
attirare dal profumo di un fiore per distinguerlo. Gli occhi nelle mani…e
ringrazieremmo tutti i giorni di avere la fortuna di poter guardare altri
occhi.”
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(voti 5, media: 3,80 su 5) 
bello essere una rosa essiccata! mani giovani che ti accarezzano . . . speriamo non troppo giovani Lui!
Nicki nel testo quando parli della castrazione dei sensi ti ci ritrovi in pieno, rallentare è la parola ormai più ricorrente e più difficile da mettere in atto. Bello