Venerdì, 3 Settembre 2010

Il campione

domenica, 3 maggio 2009 | Di Fabio | Sezione: Scritti inediti

di Simone Cerlini

(Simone Cerlini, grande amico e grande risorsa del nostro piccolo sito è stato recentemente colpito da un lutto. Quando il dolore entra nelle nostre vite le parole sembrano rannicchiarsi nell’ombra di qualcosa di incomprensibile, sembrano sempre inadeguate, piccole e non proporzionali. La redazione di Scrittinediti si stringe intorno a Simone.)

Il campo si raggiunge in bicicletta. Al posto di blocco saluto i carabinieri. Hanno le mitragliette. Mi sorridono. Ormai è tanto che mi vedono passare. Di là dalla via Emilia non ci sono macchine. La sacca ha due manici e feriscono la spalla. Il passaggio a livello è alzato. Saluto il casellante. E’ il papà di un compagno di scuola. Verso la cascina la strada segue il fiume, nascosto dagli alberi. Ci vogliono dieci minuti di pedalata lenta. Dopo il casello la fila di alberi si allontana dalla strada. Non c’è ombra. Il sole si è fatto caldo e la maglia si appiccica alla pelle. Cambio spalla alla sacca. Ho una profonda riga di sudore sulla schiena. I campi verso la bassa sono sterminati. Si vede solo il Campanile della Chiesa. E l’orizzonte.
Al campo c’è silenzio. Una vecchia passeggia sul sagrato. I grandi si allenano più tardi. Oggi non è giorno per noi bocia. Lo spogliatoio è umido e freddo. Dario dice: “Non ti cambi?”. Mi cambio e lui mi guarda. Mi passa una rivista porno e mi dice di aspettare, che lui va in ufficio. Molte foto sono in bianco e nero. Non è delle migliori, altre volte erano tutte a colori. Leggo una storia. Un uomo parla ad una nuova segretaria del lavoro. Dice che bisogna fare tante cose. C’è un’altra donna e fa degli esempi. La nuova segretaria dice che non credeva fosse questo il lavoro ma voleva provare.
Dario mi chiama nell’ufficio. E’ una porta oltre gli spogliatoi. Ci sono già entrato la volta che Dario mi ha dato il tesserino. Dario è il nostro Presidente. C’è un lettino e serve per i massaggi, per i grandi. Mi dice che nel calcio serve il fisico. Sono diventato alto e grande in fretta. Lui sceglie solo i migliori. Solo i migliori passano alla squadra dei più forti. E alla nostra età serve solo il fisico. Sdràiati. Mi palpeggia. Senti come sei tonico? Senti le tue gambe come sono muscolose? Mi tocca sull’uccello mentre parla.
Adesso che mi ha fatto il favore dovrei restituirlo. Sapevo cos’era. Lo avevo visto sulle riviste. Avevo otto anni quel giorno, e sedici l’ultimo. Poi ho smesso per sempre di giocare a pallone. Chissà, senza quel pomeriggio. Chissà. Sarei diventato un campione.

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3 commenti
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  1. Un altro bel racconto di Simone, per quanto sia banale: condoglianze.

  2. Uno scrittore che apprezzo molto, Simone. Sono in attesa del tuo prossimo scritto. Fammi sapere…

  3. Ti ritrovo …come sempre nei tuoi racconti…. storie crude e ricche di dettagli realistici. a presto, spero ..

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