Mercoledì, 8 Febbraio 2012

Klaus Miser – Kill Your Poet

venerdì, 26 giugno 2009 | Di | Sezione: Profili

di Luca Tognacci

Kill Your PoetHo preso le forbici da cucina, ho tagliato subito sotto al bordo superiore. Il nylon si è addolcito, ha perso la rigidità del sottovuoto, si è disteso senza grinze. Ho odorato, come aprendo una busta di caffè. Confesso: ho avuto la tentazione di non aprire questo preziosissimo manufatto, realizzato da FragileContinuo, spazio espositivo e contenitore di eventi in Bologna. Ho estratto Kill Your Poet. La confezione racchiudeva oltre al libro di Klaus Miser il tasto di una vecchia macchina da scrivere dell’autrice. A me è toccata la lettera “à” minuscola accentata, alla quale è sovrapposta la “&” commerciale, quella che viene battuta se si preme in combinazione il tasto shift. Un ottima scelta mi sono detto.
Tirata in trentuno pregiatissime copie questa edizione ci introduce all’opera scritta di Klaus Miser (che finora avevo potuto solamente ascoltare oralmente in rare occasioni), permettendoci di metabolizzare la sapienza dei versi straordinari della poeta.
Nessun indugio, nessuna via di mezzo, nessuna scorciatoia, nessuna melliflua diplomazia. Le poesie qui raccolte sono di una potenza e di una dolcezza che lasciano storditi. Lo giuro: è quanto di meglio ho letto negli ultimi tempi. Klaus Miser è riuscita a trovare una leggerezza esplosiva nel comprimere in parole temi ed eventi d’ordine funerario, ambientazioni cimiteriali che traboccano di vita, vi è una impertinente gioia di vivere che scavalca le sepolture.
Lo stile è asciutto, magnificamente necessario. Non si registrano orpelli. Vi sono solo e tutte le parole che servono.
Insieme alle poesie nel libro sono pubblicate diverse immagini ad accompagnare e arricchire la lettura.
Nelle ultime pagine appena sotto il copyright è riportata la seguente dicitura:

“Nessuna parte di questa pubblicazione
Può essere riprodotta, memorizzata,
trasmessa senza il permesso
dell’Autore e la citazione FragileContinuo”

Sfidando questo divieto e l’ira dell’autrice, mi permetto di allegare in chiusura di questa lettera alcuni versi tratti dalla pubblicazione in questione, certo che rapiranno l’occhio del lettore come hanno trafitto i miei…

Il giorno del mio funerale coincise con l’eclissi solare.
Tutto si fece buio.
La luce nera scavalcò i ponti lucidò gli uffici postali
i divani i supermercati.
Poi riempì una a una tutte le cabine telefoniche.
Anche quella con la cornetta penzolante ed il vetro rotto
registrò un troppo pieno che fece impazzire con un frrrrrr
metallico i sismografi.
La luce nera riempie di nero le stanze dell’anagrafe gli archivi
poi entra in un cinema.
Non so se esce prima di avere annerito gli occhi,
prima che il limo abbia riempito i fossi.
Non è a ben guardare, se si riuscisse a guardare, una luce nera.
È come una dissolvenza progressiva verso la fine,
come un giallo spento sulla carta da parati.
Come un’ossessione daltonica.

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2 commenti
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  1. nessuna ira.
    felice delle tue parole luca.
    le copie totali sono 50, ma le restanti 20 sono state numerate a parte perchè cucite a mano.
    il lavoro di fragilecontinuo è stato delizioso.
    una cosa importante: le foto sono funzionali ai testi e viceversa.
    kill your poet è il loro insieme.
    k.m.

  2. E’ vero le immagini sono Kill Your Poet quanto le poesie. Sono io che non ho saputo per loro trovare parole perché si bastavano da sole

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