Sabato, 4 Febbraio 2012

I Bugulti

martedì, 28 luglio 2009 | Di | Sezione: Scritti inediti

Tratto da “Io sono la mutua”

Al vero concerto dei Bugulti nessuno indossava un qualche cappello o certi berretti futuri già visti per la città in seguito ai quali si deve intervenire sulle scatole craniche con mazze chiodate o si riesce ad agire attraverso il vento cinetico della mente. Al nuovo spettacolo bugultiano il padre tuo riteneva te leader della serata mentre ti occupavi di un dado metallico sotto il palco periferico e il bambino numero uno diceva, tra le grida d’approvazione dei bambini numero due, tre e quattro: “Facciamo vedere ad un perdente come si vive vincendo”, cancellando poi il volto del bambino numero sette per mezzo dell’utilizzo ripetuto nel tempo del suo ginocchio fendente, il penetrante di numero uno. Il bambino numero sette, egli diventava un bambuino. Il popolo della democrazia globale si radunava oceanico presso i Bugulti e gli spettatori prendevano a comodinate le tempie degli ascoltatori al tempo stesso in cui i fomentatori trasmettevano racconti relativi ai parenti altrui. Il caldo dei Bugulti era contro le infinite superstizioni dei bidelli e spaccava gli automatismi nell’ombra di ognuna delle perpetue sovrastando tutto ciò che non era Bugulti, al musispettacolo bugu nessuno sapeva niente di differente perch’esso era lì alquanto. Al cospetto dei bu si doveva star sotto, come iersera o stasera ancora, come bu stava sopra per rispetto di sé multiplo stesso. Gli incidenti migliori si manifestavano cantando “id” e “supra”, ma successivamente anche però spacciando al demos e resettando con grida magniloquenti, le grida dicevano: “Limone! Limone!” e ciò non aveva alcuna importanza. Alla fine della mietitura si prendeva il resto a strappi o anche una volta si raccoglieva gestendo i vicini di rappresentazione con l’incanto delle giovanissime di amore, le delizie dell’intera scacchiera bugul dai capelli di grano speciale e occhi pari all’estate che viveva celeste sopra il mare nostro.

Andrea Dellapasqua
Il Chiudifila

I Bugulti

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2 commenti
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  1. mi ricordo. a quel concerto c’ero pure io. i democristiani facevano il servizio d’ordine. non dimenticherò mai la sirena che mi prese per mano.

  2. Ammirato. Esiste un qualcosa che lega Charms, Queneau e Dellapasqua. Qualcosa tipo il genio.

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