Venerdì, 10 Febbraio 2012

Renato Turci, poesie e testimonianze

mercoledì, 30 settembre 2009 | Di | Sezione: Eventi e comunicati

Sabato 10 ottobre, ore 17,15, presso la Sala Lignea della Biblioteca Malatestiana, Via Bufalini 1, Cesena, presentazione del libro:
«RENATO TURCI – Poesie e testimonianze, a cura di Davide Argnani e Raffaele Ferrario. Prefazione di Pietro Civitareale» (FoschiEditore, Forlì 2009).
L’incontro culturale è organizzato dal Comune di Cesena – Assessorato alla Cultura in collaborazione con la direzione della Biblioteca Malatestiana e Foschi Editore di Forlì e si svolgerà secondo il seguente programma: “Gli ottant’anni di Renato Turci”, video-intervista a cura delle Edizioni Multimediali Il Vicolo di Cesena (regia di Marisa Zattini). Seguiranno gli interventi di Daniele Gualdi, Assessore alla Cultura Comune di Cesena, Massimo Foschi per la FoschiEditore editrice del libro, e a seguire interventi di: Davide Argnani e Raffaele Ferrario, curatori dell’opera con una relazione critica di Paolo Turroni nonché moderatore del convegno. A testimonianza contributi di Luigi Riceputi, Pier Giovanni Fabbri e Lilia Turci. A conclusione, con intermezzi musicali del noto musicista Michelangelo Severi, recital di Gian Franco Fabbri, Raffaele Ferrario e Paolo Turroni, i quali leggeranno poesie dalle cinque raccolte inedite di Turci contenute nel libro.

L’opera, a cura di Davide Argnani e di Raffaele Ferrario, è dedicata all’opera e alla figura del poeta cesenate Renato Turci, francese di nascita ma Romagnolo d’origine e di vita, recentemente scomparso. Il volume è corredato da un consistente saggio introduttivo del noto critico Pietro Civitareale, con relazioni e testimonianze di quanti contribuirono all’omaggio commemorativo del 5 maggio 2007 presso la Libreria Mondatori di Cesena, a quattro mesi dalla sua scomparsa: Pier Giovanni Fabbri, Gabriele Ghiandoni, Luigi Riceputi, Stefano Simoncelli, Sauro Spada, Giampaolo Chiarelli, Sante Pedrelli, Paolo Turroni e Marino Biondi.

Premessa

PERCHÉ E COME È NATO QUESTO LIBRO
Questo libro, dedicato al ricordo e ad alcune raccolte inedite di Renato Turci, è nato grazie all’idea e alla volontà dei curatori, Davide Argnani e Raffaele Ferrario, e degli amici Pier Giovanni Fabbri, Gabriele Ghiandoni, Luigi Riceputi, Stefano Simoncelli, Sauro Spada e Gian Franco Fabbri che parteciparono, sabato 5 maggio 2007, quattro mesi dopo la sua scomparsa, all’«Omaggio a Renato Turci» presso la Libreria Mondadori di Cesena, in V.le Carducci 27, segnando l’ultimo incontro della rassegna “Momenti Letterari” che, insieme a Davide Argnani, Renato aveva animato fin dal primo incontro avvenuto sette anni prima, venerdì 8 novembre 2002……
…Questa opera vuole anche significare la gratitudine per il rispetto e il riconoscimento intellettuale che la Libreria Mondadori, nella persona del suo carismatico rappresentante, Massimo Foschi di Forlì, ha ritenuto di dedicare all’operosità e alla peculiarità culturale di Turci e alla sua appassionata dedizione di animatore culturale presso la Libreria stessa.
….Come e perché nacquero i “Momenti letterari”? Per caso. Forse era gennaio o febbraio del 2002. Da poco era stata aperta a Cesena la seconda Libreria Mondadori, dopo quella di Forlì. Capitai a visitarla per puro caso, proprio in un’ora in cui era presente Franco Foschi, proprietario della libreria. Ci salutammo sorpresi di trovarci fuori casa, Forlì, nostra comune città, e mi mostrò tutto l’ambiente che si articola ancora su due piani. Riconobbi immediatamente l’antica officina di biciclette del grande campione Vicini che avevo visitato più di una volta da ragazzino. Al seminterrato c’era ancora la stanza della vecchia officina di biciclette. Foschi, conoscendo le mie passioni letterarie, all’improvviso mi dice: “Ma perché, qua dentro, non pensi di organizzare presentazioni di libri, di poeti.?”. Fu così che qualche giorno dopo andai a trovare Renato Turci per pensarci insieme. E Renato tutto entusiasta esclamò: “Ma subito! E la libreria è proprio lì a due passi da casa di Renato Serra!” e lo disse proprio come se Serra fosse lì, ancora vivo in carne e ossa. S’incominciò di venerdì, otto novembre 2002, di notte, come i carbonari, con un bel titolo: “Nei denti” tratto dalla copertina di un’antologia di giovani poeti arrabbiati, tutti romagnoli: Fabio Orrico, Luca Tognacci, Paolo Vachino e Domenico Settevendemie. Come inizio ci sembrò un bel segnale. Il nostro scopo era quello di riuscire a scoprire i giovani talenti a confronto con i nomi già collaudati e ben illuminati di tutta la Romagna….
L’Autore, una biografia – Renato Turci – poeta e pittore – era nato a Longwy, in Francia, il 10 ottobre 1925 da emigrati cesenati e a Cesena è scomparso il 7 gennaio 2007. Ha abitato per diversi anni a Arles, in Provenza, e la sua formazione culturale era francese, mentre le sue prime aspirazioni artistiche erano rivolte verso le arti figurative. Risale al 1941 il suo trasferimento a Cesena dove vivrà per tutta la vita. Nel 1952, una sua prima raccolta inedita di poesie in lingua italiana, dedicate alla figlia appena nata, e alla moglie Anna, a Roma riceve il primo premio “Incontri della Gioventù” da una giuria composta da Giuseppe Ungaretti, Carlo Betocchi, Attilio Bertolucci, Adriano Grande ed Enrico Falqui (il libretto uscirà l’anno dopo con aggiunte e con il titolo: Lilia e altre poesie nelle edizioni Lega di Faenza). Nel frattempo e sino al 1981 è nella celebre Biblioteca Malatestiana della quale è stato vice direttore. Nel 1966, con la raccolta inedita Qualcosa di più, vince la prima edizione del “Premio Nazionale di poesia Roberto Gatti”, la cui giuria contava Marino Moretti, Carlo Betocchi, Giuseppe Raimondi, Geno Pampaloni e Claudio Marabini. Nel 1970, insieme agli amici cesenati Cino Pedrelli e Bruno Pompili, ha fondato la rivista di varia cultura «Il Lettore di Provincia», che ha diretto fino alla sua scomparsa, edita da Longo di Ravenna. Nel 1973, per i tipi della Sindia editrice di Bari, ha pubblicato Cantone malo, una raccolta di brevi poemetti in prosa o schegge di romanzo che hanno per soggetto un antico quartiere di Cesena e i suoi abitanti. Nel 1974, per la Forum editrice di Forlì, esce, riveduta e ampliata, la raccolta Qualcosa di più, con introduzione di Giovanni Pacchiano. Ha tradotto opere di Jean Paulhan per le editrici Longo di Ravenna e Ripostes di Salerno-Roma. Nel 1996, presso le editrici cesenate, Il Vicolo e Il ponte Vecchio, associate per l’occasione, ha pubblicato Un quadrilatero letterario: Serra Vailati Paulhan Ungaretti, opera che si occupa delle postille lasciate da Renato Serra nel volume Scritti di Giovanni Vailati (1913). Per l’editrice Le Monnier ha curato nel 2001 le lettere di Serra alla giovane cesenate amata nel 1913: Lettere a Fides “saetta che ferisce e vola”. Ha tradotto in francese i testi serriani Ringraziamento a una ballata di Paul Fort (1914) e Esame di coscienza di un letterato (1915) e in italiano i saggi paulhaniani Le Clair e l’obscur e le Don des langues. Inoltre, sempre come poeta, ha pubblicato Le coupable (Ed. Nuovo Ruolo, Forlì 1983), Prima ed ora (Il Lettore di Provincia, Longo, Ravenna 1983), I ritorni (Ed. Ripostes, Salerno-Roma 1993) e in una edizione riveduta e ampliata con testi inediti, a cura delle edizioni Il Vicolo di Cesena, nel 2006 è uscita la sua ultima opera Cantone Malo. Nel 1991, nelle edizioni Ripostes di Salerno, aveva pubblicato il saggio: Franco Ferrara. Per conoscere una poesia e un uomo (Ed. Ripostes, 1991). Numerosi critici hanno analizzato la sua poetica, fra i quali;Luciano Cherchi, Ernestina Pellegrini, Giovanni Pacchiano, Franco Verdi, Claudio Toscani e Pietro Civitareale. È stato collaboratore di varie riviste italiane e francesi, fra cui: «Potere Sociale», Cesena; «La Scrittura» diretta da Antonio Stango e Idolina Landolfi, Roma; «L’Ortica», Forlì; «Impegno 70» Mazara del Vallo, Trapani; «Cartapesta» Imola; e «Studi Romagnoli» di cui è stato, per vario tempo, animatore e responsabile dell’omonima Società… Come pittore la sua prima grande mostra personale fu allestita, a cura di Davide Argnani, al Centro Culturale «Nuovo Ruolo» di Forlì nel 1980 (dal 22 novembre al 7 dicembre), ottenendo gran successo di pubblico e di critica e poi due anni dopo presso la Galleria «Abbecedario» di Forlì, riscontrando altrettanto riconoscimento.

Ecco alcuni versi dal libro:

C’è anche l’opposto
del nostro restare in caos di strade
infossate entro muri altissimi,
c’è l’esaltarsi sull’erba incorrotta,
sedere e respirare
davanti agli orizzonti spalancati,
e annotare tranquillamente
che le case nate in libertà
hanno porte e finestre rivolte a sud.

Ma c’è la realtà dura:
gli uomini emigrano
da questi luoghi di solitudine
e di scarsi averi
e abitano dove anche si sa
che la parola è chiasso,
distratte cerimonie
l’amore, la vita, la morte e l’odio.

****
Aperti e visti
questi fogli rivelano
una minuta grafia
e sottili nervature.

Chiusi
sono una tranquilla
sovrapposizione
di carte
ferme una sull’altra.

Non letti
aperti o chiusi
tutto rimane
in un calmo mistero.
(da Fogli con varianti e nervature, XV)

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