I turbo traduttori di Brown
martedì, 6 ottobre 2009 | Di Andrea | Sezione: Cronache dalla retedi Giovanna Zucconi
Fonte: TuttoLibri, sabato 3 ottobre 2009 (link all’articolo)
In Germania il nuovo Dan Brown non è ancora uscito, eppure è già in cima alla classifica. Perché in tantissimi lo comprano in inglese, senza aspettare che Das verlorene Symbol compaia in tedesco, a metà ottobre. Poveri traduttori. Sono sei, hanno avuto dieci giorni per tradurre 780 pagine, lavorando dalle sei del mattino, senza neanche aver potuto leggere tutto il libro prima di chinarsi a picchiettare freneticamente sulle tastiere, e la loro fatica è inutile, se tutti lo leggono in inglese.
In un video su Internet si vedono due di loro, abbastanza affranti, ciascuno al suo computer, intorno a un lungo tavolo che sembra tanto una catena di montaggio, mentre spiegano i segreti della «turbotraduzione», la chiamano così. Spiritosamente, nel sito di lancio del libro, con tanto di conto alla rovescia neanche fossimo a Cape Canaveral, uno dei traduttori per spiegare quant’è difficile il suo lavoro prende ad esempio la frase «The secret is how to die». Come renderla in tedesco, ma soprattutto come evitare di applicarla ai forzati della traduzione?
Chissà se la qualità sarà decente, vista la fretta. E dire che la Germania investe tantissimo sulle traduzioni. Per esempio, il più importante premio di translation in lingua inglese, cioè il «Foreign Fiction Prize» del giornale The Independent, assegna 10.000 sterline ai vincitori, mentre il neonato omologo tedesco, «Internationaler Literaturpreis», ha stanziato 25.000 euro per lo scrittore vincente e 10.000 per il suo traduttore. Fra 131 titoli tradotti in tedesco da 33 lingue diverse, ha vinto il peruviano-americano Daniel Alarcón con Lost City Radio nella versione di Friederike Meltendorf. Consegna il 30 settembre, San Girolamo, patrono dei traduttori. Inclusi quelli dei turbobestseller?
E a proposito di parole senza frontiere: per l’anniversario della caduta del Muro, uscirà un’antologia curata dalla rivista Words without Borders. Scritti di allora e di oggi, di Kundera, Schneider, Kapuscinski, Stasiuk e tanti altri. Le celebrazioni anche letterarie abbonderanno. Qualcuno sostiene che Berlino è il luogo al mondo con la più alta concentrazione di scrittori per chilometro quadrato. Di certo, da vent’anni è lì che si cominciano a raccontare le storie di un pezzo di mondo che per noi, al di là del muro, era muto.
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