Festival Le Voci dell’Anima
mercoledì, 14 ottobre 2009 | Di Luca | Sezione: Eventi e comunicatiFestival ‘le voci dell’anima – incontri teatrali’ settima edizione
Teatro degli Atti – Rimini
programma
Giovedi 22 ottobre 2009 ore 21
Compagnia Arti(col)azione – Genova
La Cella Elastica
con
Susanna Gozzetti
elaborazioni sonore
Ciro Parisi
ideazione
Chiara Morando
hanno collaborato
Alessandra Badoino e Andrea Bertocci
La cella elastica è la rivisitazione della figura femminile nella storia del Faust di Goethe ed è l’osservazione di Margherita sotto una lente d’ingrandimento celebratoria per consegnarle in primo esame il valore nevralgico nella storia del Faust, e conseguentemente per scoprire i tre vigorosi passaggi della sua esistenza. Margherita è la composizione candida e insieme sulfurea dell’esistenza. È l’urto della trasformazione. È la voce di una tragedia ancora prima che questa possa manifestarsi integralmente.
Nel primo ciclo Margherita è manifestazione del candore, la ragazza dalla spontanea innocenza, una donna a metà, dalla geografia sentimentale mai minacciata perché sempre custodita e circoscritta da uno spazio ridotto all’ubbidienza religiosa.
Nel secondo ciclo Margherita conosce la festa del cuore: Faust. L’uomo che rappresenta una nuova fede e diventa la cavità rassicurante di una certezza: il suo essere Donna. Una donna appena nata eppure talmente donna da sembrare sposa e altare nello stesso tempo in un rito-processione dove per la prima volta la sua libertà corrisponde a sacralità. Ed infine il terzo dove la sua nuova fede si gonfia nella piaga dell’infezione, maturata nello sviluppo della relazione e che porta Margherita alla prigione.
La cella dove Margherita viene rinchiusa è l’elemento simbolico dello spettacolo, proprio perché espressione del momento di maggior tensione umana. È in questo passaggio che per la prima volta Margherita rimane sola, vittima delle azioni di Faust e assolutamente pronta ad assumersi le proprie colpe per espiarle, ma è anche e soprattutto una donna a tuttotondo. E’ qui che Margherita esperisce con durezza e audacia la potenza dello scegliere. Dentro alla Sua cella, troppo rassicurante per essere prigione e troppo scomoda per essere rifugio, Margherita sceglie. Sceglie di rifiutare il soccorso offertogli da Faust e sceglie di morire per purgarsi di tutte le morti che hanno marchiato la sua vita. Il carcere è la condizione necessaria per reagire e agire. La prigione non è elemento altro o fuori da Margherita, ma è materia che aderendo alla sua carne diventa l’estensione iperbolica della sua pelle: la cella elastica.
In quest’ultimo passaggio seguito dalla morte, Margherita da Donna si trasforma ancora. Sceglie di diventare una non-donna, una martire e di cancellare la sua soggettività in un gesto tanto spietato quanto liturgico.
Margherita è raccontata per sprazzi performativi, come getti esplosivi di una vita perchè quello che c’è di unico è che le sue scoperte sono rapide e violente
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Venerdi 23 ottobre 2009 ore 21
Compagnia Isole Comprese Teatro – Firenze
Io e Amleto
con
Filippo Staud
drammaturgia
Laura Bucciarelli
direzione tecnica
Paolo Marcucci
aiuto regia
Monica Cavatoi
assistenza alla regia
Anais Coumine
operatore centro Diurno Fili e Colori
Tiziana Brezzi
oggetti di scena
Lucilla Crucci
opera ‘Untitled’ Old Brown Shit
video studio fanale Firenze
foto di scena
Simone Donati
progetto
elena turchi
Regia
Alessandro Fantechi
spettacolo realizzato in collaborazione con
ASL 10 MOM 5 firenze
Centro Diurno Fili e Colori – Firenze
Regione Toscana Progetto Risvegli
SEMPLICE ORAZIONE DELL’ ANIMA
Amleto sopravvive ad Amleto, fa la sua storia a brandelli e racconta una vita eroica.
La storia di Filippo Staud (alias Pippo Bosè) è un’avventura teatrale tra Amleto e Krapp, gonfia di tragedia e ironia come la tumefazione di una malattia mortale, senza le macerie della vecchia Europa a vegliare l’Io ero Amleto dell’Hamletmaschine di Muller, ma con il tormento e l’estasi che ognuno porta dentro di sé, nell’attesa dell’accadimento risolutivo, a consumare l’esistenza del poeta, del folle, del santo, del profeta, dell’entertainer, dello showman (sciaman), quale Filippo Staud-Pippo Bosè è o crede di essere.
In un gioco di specchi che rimanda alla possibilità di esistenze altre, Pippo/Amleto dichiara il suo Io ero, Io sono come una popstar anni ’80, un uomo della televisione, uno che chiama l’applauso e si eccita dentro una giacca dorata, uno che blatera per riannodare fili strappati.
Immerso nell’evocazione di un mondo pieno di clamore scambiato per affetto, si strugge di desiderio e terrore per le figure della sua infanzia, in un quotidiano contemporaneo in cui l’esistenza è nostalgia di un futuro ormai alle spalle.Ma si sa il futuro non e’ piu’ quello di una volta.
Il protagonista dialoga sui fatti della vita con i personaggi della sua attuale esistenza e con altri illustri ex- Amleti, Carmelo Bene, Laurence Olivier, Vittorio Gassmann, in una notte abitata da nobili fantasmi, in una sorta di cimitero del varietà alla De Curtis , orfano di Totò.
Come un Pinocchio graziato dal crudele Mangiafuoco, Pippo fa festa e balla tutta la notte, iniziando questa “operazione a cuore aperto” che restituisce alla performance una funzione vitale e allo spettatore il perchè dello stare in vita.
Il mago giullare – errante Pippo, tenta il doppio salto mortale senza rete, quel salto quantico del testo e del re-citare, senza fingere una sincerità, ma accettando, suo malgrado, la condizione di ready-made modificato di se stesso e iscrivendosi così, da solo e senza chiedere scusa, nel mondo dell’ Arte e del Teatro.
In verita’, l’ Arte e’ tanto grande e la vita e’ troppo breve, fa dire a Amleto Jules Laforgue.
A noi spetta far di tutto perché questa semplice orazione dell’anima sia possibile.
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Sabato 24 ottobre 2009 ore 21
Teatro delle Macerie – Cento (FE)
Macerie
Selezione Premio Scenario 2005
Premio della Critica Palio Poetico Musicale Ermo Colle 2008
di Marco Cantori e Antonio Sodano
con
Marco Cantori
musica e suoni dal vivo
Antonio Sodano
luci
Enrico Barbieri
realizzazione oggetti e marionetta
Studio lucifero e Francesca Marti
foto
Gianluca Galletti
Le macerie sono frammenti del passato che, con il loro essere incompleti, irrompono nel presente, gli reclamano uno spazio. Assenza di utilità o utilità perduta: questo rappresentano le Macerie per i canoni del tempo funzionalizzato: dove quel che c’è deve servire a qualcosa. Esse non sono solo i muri delle case abbandonate, ma anche i vecchi, i ricordi, i fantasmi: anello di congiunzione con un ipotetico ‘prima’.
Di fronte al girotondo della quotidianità che ci condanna alla ripetizione minuziosa del nostro nome, come identità logora e fermentata, la Maceria è una pausa che spezza la circolarità: monito di confessione che costringe i vecchi al ‘ridir’ e il presente ascolto. Nel tempo.
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Mercoledi 28 ottobre 2009 ore 21
Compagnia Contro Teatro – Milano
Grazie Maria
selezione PremioScenario 2007
Menzione Calatiafestival 2007
scritto,diretto e interpretato da
Jean Paul Dal Monte
disegno luci
Domenico Cicchetti
aiuto regia
Manuela Malaga
regia
Jean Paul Dal Monte
si ringrazia
Massimo Carlotto
Lo spettacolo è ispirato a ‘Niente, più niente al mondo’ di Massimo Carlotto, monologo di una casalinga torinese la cui esistenza si divide fra lavoro, discount e televisione; disillusa dalla vita, propietetrà le sue effimere ambizioni sulla figlia, fino ad un epilogo tragico. Da qui nasce il personaggio di questa nuova pièce, ovvero l’Arturo: il marito. Il padre. Quello che non c’è mai ma che di fatto ha avuto responsabilità, ha gioito e sofferto come gli altri. Raccontare di un uomo che si ritrova in una casa vuota, con la moglie in carcere e la figlia al cimitero, è drammatico e insieme paradossalmente comico. Comincerà con un delirio di ricordi con la presenza insistente e prepotente dell’oggetto che ‘ci ‘guarda, da dentro le case di tutti: La TV. E questo surreale racconto/dialogo avviene con Maria, la grande mamma che tutto può capire e spiegare….Maria De Filippi…
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Giovedi 29 ottobre 2009 ore 21
Compagnia Argo – Siracusa
Malpelo e Iqbal
di Francesco Randazzo
con
Junio Ambrogio, Fabio Garan, Veronica Buonarrivo
coreografie di
Fabio Garan
regia
Junio Ambrogio
…una delle più gravi vergogne dell’umanità ancora irrisolta: lo sfruttamento del lavoro minorile…
una sotria distante nel tempo, ma vicina nello spazio (‘Rosso Malpelo’ di Verga) che si incrocia nel finale della rappresentazione ad un’altra storia distante nello spazio ma estremamente vicina nel tempo (l’assassinio del bambino pakistano Iqbal)per ribadire come la piaga del lavoro minorile non appartenga nè ad un luogo, nè ad un periodo storico preciso….
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Venerdi 30 ottobre 2009 ore 21
Compagnia Il Naufragarmèdolce – Roma
I Fili di Penelope
spettacolo vincitore sesta edizione
premio della critica al festival Ermo Colle – Parma
premio come miglior attrice al concorso della Liit di firenze
secondo premio come spettacolo al concorso dei corti teatrali della Liit di Firenze
con
Tiziana Scrocca
musica dal vivo di
Roberto Mazzoli
collaborazione alla regia
Chiara Casarico
Penelope aspetta e tesse un mantello di storie. Inventa il motivo della sua attesa. Tesse, inventa e racconta le storie che allontanano Ulisse, per trattenere il tempo, per allontanare la morte e poi sfila tutto.
Ma Ulisse torna e l’attesa che era sogno diventa il dolore muto della guerra. E lei racconta ancora, fino a che il racconto scioglie quello che non si può dire e rompe la solitudine e ritorva il coraggio e lorrore e la meraviglia.
in apertura di serata
premiazione del vincitore della settima edizione del festival le voci dell’anima
premio del pubblico del teatro degli atti
premio dell’organizzazione
ingresso euro 10
studenti ingresso libero
abbonamento ai 6 spettacoli euro 40
per info, contatti e prenotazioni:
teatro della centena
vicolo gomma 8, 47900 rimini
0541.24773 – 333.4021774
teatrodellacentena@pianoterra.org
il festival è organizzato da
Teatro della Centena – Rimini
Lartes – Aversa
in collaborazione con
New Contaminate Art festival _ Aversa
Fest teatro – Tirano
Esplora – Brescia
Antroporti – Castellina Marittima
teatro Scalo – modugno
L’Arca in Collina – Spigno saturnia
ermo colle – parma
Eruzioni – Ercolano
Oltremisura – Montescudo
Play in a box – Cesena
Carichi Sospesi – Padova
in collaborazione con
Comune di Rimini – istituzione Musica, Teatro, eventi – Progetto Reti
e in collaborazione con
hotel villa lalla – Rimini
poligraf – Novafeltria
osteria del vizio – Rimini
il festival ha il Patrocinio della Provincia di Rimini
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