Giovedì, 17 Maggio 2012

EUGENIO MICCINI “POETRY IS DEAD”

martedì, 10 novembre 2009 | Di | Sezione: Eventi e comunicati

Senza-titolo-1EUGENIO MICCINI

“POETRY IS DEAD”

IN MOSTRA ALLA «GALLERIA PALESTRO» DI FERRARA
Fino al 21 novembre 2009

UN OMAGGIO IN VERSI E IMMAGINI

GLI DEI NON AMANO IL DISORDINE

a cura di DAVIDE ARGNANI

Un poeta dopo morto? Eugenio Miccini (Firenze 1925-2007) è uno dei maggiori protagonisti e artisti della poesia visiva del ‘900 che insieme a Lamberto Pignotti diede vita al famoso ‘Gruppo 70’ in contrapposizione all’altro precedente Movimento “Gruppo ‘63”. Un poeta morto non conta nulla se la sua eredità non non lascia Segno. Sono sicuro che Eugenio sarebbe stato ben lieto di leggersi “Poetry in dead” quale buon auspicio a futura memoria di lode e di immortale artista, nonostante tutto. Ironia e metafora sono state sempre congeniali alle sue immaginazioni. Basta ricordarci i primi versi ‘Per gli anni 70’: “Alle sfilate d’alta moda/primavera-estate, nessuna/rivoluzione. Anche i sarti italiani,/come quelli francesi, preferiscono/raffinare una linea ben definita/e l’effetto generale/è apparso eccellente…” eccellenti come i suoi segni. Ora è bene scoprire che un gallerista affamato di mercato dimostri virtute e conoscenza contromoda riscoprendo e spaziando i sentieri e i segni degli artisti che, in un modo o in un altro, volendo o non volendo riconoscerli, hanno tracciato e lasciato (is dead) il profondo segno della novità e soprattutto la traccia di nuovi modelli di scrittura e di visualità della vita e del pensiero. Per questo è fatto importante che una Galleria d’Arte (un gallerista, un amatore-intenditore d’Arte diversa) ritrovi coraggio e conoscenza mostrando opera e significato di nuove invenzioni e indecifrabili sogni come la poesia e le sue immagini visionarie.



PAROLA-IMMAGINE

POESIA E/O POESIA – Eugenio Miccini: Situazione della Poesia Visiva italiana (Edizioni Sarmic/Brescia-Firenze 1972)

“La poesia visiva nasce, nonostante tutte le diverse e molteplici relazioni con analoghi fenomeni precedenti…, in Italia negli anni 1962/63. Alcuni personaggi si trovarono – tra Firenze, Roma e Napoli – ad operare a distanza sopra le stesse esperienze che poi con diverse motivazioni ideologiche, metodologiche ed estetiche furono raccolte e diffuse dal Gruppo ’70 di Firenze. Vero è che nel suo ormai lungo corso le varie puntualizzazioni poetiche hanno preso caratteri e sfumature diversi e perfino antagonisti. Era ed è il segno di quella partecipazione ad un ‘movimento’ che, ad opera delle singole personalità, doveva ulteriormente precisarsi in ordine a determinate opzioni tecniche, stilistiche, ideologiche…”
….“L’arte, è stato detto giustamente più volte, non è un hortus conclusus ma un processo, tanto più oggi che questo suo “divenire” ha preso una costante accelerazione, con l’inevitabile, progressiva entropia negativa che caratterizza gli aspetti transeunti di ogni “progresso”. La poesia visiva, infrangendo il privilegio accordato all’uso verbale della parola o alla parola tout court, si pone all’esterno della letteratura in quanto non le è complementare, non ne attinge direttamente i modelli, non ne rispetta i “generi” e si postula addirittura come alternativa…” (Eugenio Miccini)

Stralci di altre testimonianze tratti dalla medesima opera critica curata da EUGENIO MICCINI:

“Più che nella poesia concreta, è nella poesia visiva che il discorso politico trova la possibilità di attuarsi, mediante la manipolazione critica delle immagini alienanti che costituiscono il leit-motif della civiltà dei consumi. In Italia, è stato soprattutto il Gruppo 70 a portare avanti questo discorso, correndo tuttavia spesso il rischio di ricadere in quell’engagement di vecchio tipo che abbiamo gia abbastanza criticato. Bisogna del resto ammettere che questo è un rischio difficilmente eliminabile, perché la poesia visiva del Gruppo 70 tende a capovolgere di segno i messaggi delle comunicazioni di massa e a contestare quindi un fenomeno che presuppone e alimenta la passività di chi riceve l’informazione, e in questa operazione è facile e a volte necessario ricalcare gli schemi sotto-estetici del Kitsch, sia pure per negarli…” (Adriano Spatola)

“I libri di filosofia verranno un giorno stampati a fumetti, la linguistica sarà esposta con tavole a rotocalco, il codice civile adotterà una segnaletica di tipo internazionale analoga a quella del codice stradale? A parte il suo aspetto paradossale l’interrogatorio racchiude in sé un’esigenza tutt’altro che futile: là dove le attuali lingue nazionali dividono, un linguaggio visivo potrebbe unire. Oltre alla segnaletica stradale, del resto assai recente, esistono da tempo altri linguaggi che si richiamano variamente a un’esigenza visiva: basterà pensare per esempio alla matematica, alla geometria, alla chimica, alla musica, ad alcune branche della fisica in cui l’impiego dei simboli evita l’uso di frasi…” (Lamberto Pignotti)

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un commento
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  1. Adoro Miccini
    Ho un paio di opere
    Chi posso sentire per le autentiche?
    Grazie e cordiali saluti

    Eraldo Di Vita
    Milano

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