Cloni
lunedì, 4 gennaio 2010 | Di Luca | Sezione: Scritti ineditidi Giuseppe Guerrini
Passarono senza toccarsi,
con rimpianto guardandosi, ed amore,
i due mancati amanti,
che tortuosi vissuti, grovigli inestricabili
tenevano distanti.
Nell’aiuola, tra foglie secche e carte,
biglietti di metrò, bivacchi di piccioni,
dove passavano quotidianamente
entrambi
separatamente,
trovarono ciascuno un clonatore,
follia
di tecnologia
come una semplice pila tascabile,
che sdoppiava chi toccasse il suo raggio
(un doppio temporaneo, un’esistenza in prestito
rubata all’universo, e in fretta restituita).
Lei clonò lui, per averlo per sé,
tante volte, perché
si dissolveva presto l’illusione.
Lui clonò lei, tante volte perché
il mondo intero diventasse migliore.
Guardavano incontrarsi i loro cloni,
che si riconoscevano, ridendo,
e in un abbraccio stretto scomparivano.
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