Poesie
giovedì, 4 febbraio 2010 | Di Luca | Sezione: Scritti ineditidi Gabriella Garofalo
La terra la possiedi,ma esige
alto il prezzo per i suoi colori-
senti come stridono in dissidio
rovi,fogliame,il rosso il verde
divisi da antica faida si accaniscono
per un po’ di attenzione-
schivarli,il tuo primo istinto
se cielo ti assidera a sbalzi di stelle-
non seguire,anima,l’istinto,
ragiona,cerca il più assorto
tra i tuoi sguardi-
non sai comprendere?
D’accordo,ma levati
sprofonda in tenacia di seme,
ricorda,per giunta dovrai chiamarla vita.
***
Estate,avidità,cibo che non sopporti-
logico,ti hanno impedito il grembo-
ma perché sono sempre altre donne,altre madri
in dovere di curare alberi
in urgenza di recidere radici-
pure,spavento di sguardi,
sagacia di volpi che accostano
si ergeva e tu chiedi perfino
sciarpe di lana colorata
agli amanti che solo possiedono
ripetuti aborti di una luce.
***
Diventa notte l’alba,ti ripetono:
intanto luna avrà finito di svellerti-
solo nel corpo trovi la radura
solo verde ti ospita,
devi disfartene,non c’entri,
non lo decidi tu quel verde,
l’anima imprevedibile serto
ti copre il corpo eretica ripensa
ai molti pasticci che combina
febbraio alle prime armi
entusiasta ma inesperto.
***
Dio,che irrisolto bagliore
quel breve contatto di grembi-
raffreddati,anima,raffreddati
neanche pensarci di percorrere l’attesa:
non cadono rami
per impeto di mesi di stagioni,
ma per sclerosi verde che riduce,
piega e tace linfa-
coltiva la morte come un prato-
se luce di scrittura fa sul serio,
solo se muove al verde.
***
Avresti dovuto trasportarmi
tra i giunchi ad esistenza
con garbo lento e misurato:
grembo di madre mi gettasti
secca come un proiettile
dove genera furia se non risolvi
numeri,enigmi,ragnatele-
non hai voluto spolverare,
di tenera compassione hai scelto
concedere anche ai ragni
l’esistenza.
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