Una poesia di Ghiannis Ritsos
martedì, 9 febbraio 2010 | Di Fabio | Sezione: ProfiliSegni
Più tardi le statue furono completamente nascoste dalle erbacce. Non sapevamo
s’erano rimpicciolite le statue o cresciute le erbe. Solo
un grande braccio di bronzo si distingueva al di sopra dei rovi
in atteggiamento di sconveniente, spaventosa benedizione. I taglialegna
passavano nella strada di sotto – non si voltavano affatto.
Le donne non giacevano con i loro uomini. Le notti
sentivano le mele cadere a una a nel fiume; e poi
le stelle che segavano tranquille quella mano di bronzo sollevata.

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è un peccato questa impaginazione che non rende giustizia a un grande testo (“le stelle che segavano tranquille quella mano di bronzo sollevata”, immagine grandiosa). Se non sbaglio una poesia scritta durante il confino inflitto a Ritsos dai colonnelli a Ghiaros e poi a Leros, due isole da cui Ritsos ha guardato il mare per oltre due lunghi anni. La traduzione dovrebbe essere di Nicola Crocetti.
L’immagine, in effetti, “stonava” col testo.
Mi auguro che adesso vada meglio.
Ritsos è forse il più grande poeta del secolo. E non dico il più grande soltanto tra i poeti greci. Ho letto molte sue pagine e non distinguo tra prosa e poesia: è tutta poesia. Vorrei leggere ancora sue opere e lo farò se avrò tempo e fortuna.