Rimini per la bruttura
venerdì, 26 novembre 2010 | Di Luca | Sezione: Cronache dalla reteRiceviamo e pubblichiamo…
Rimini per la bruttura
Da qualche tempo campeggia su alcuni manifesti sparsi per la città un’immagine idilliaca, che promette un futuro roseo, fondato sulla cultura. Forse l’amministrazione, dopo le numerose proteste dei cittadini e le figuracce rimediate in tutto il paese alla notizia del futuro e programmato abbattimento del Teatro Novelli per farne una palazzina e in odor di perdere le elezioni, dopo l’ennesima deludente gerenza, vuole rifarsi il trucco blandendo l’opinione pubblica con l’assicurazione di un futuro diverso da quello cementizio odierno, tutto sbilanciato verso orbite culturali. E’ comodo parlare di futuro quando il presente è agghiacciante, specialmente a livello culturale. Al museo della città si allontana personale qualificato, laureato con specializzazione, per fare posto a personale col fregio della terza media. Per carità, tutti hanno il diritto di lavorare, ma solo nei cartoni animati (i simpson nel caso) si lavora in una centrale nucleare senza averne le competenze. In quel caso è comico, nel nostro caso tragico. Possibile non vi siano altri settori dove le potenzialità di queste persone possano essere sfruttate? In quale azienda si inserirebbe personale non qualificato per mansioni ad alta specializzazione? Evidentemente per i nostri amministratori la cultura non è un settore così importante e che hanno a cuore, come vogliono fare intendere. Un altro esempio proficuo riguarda la situazione dei teatri riminesi. A differenza di tutte le altre città italiane (del nord e del sud) Rimini non dispone di personale tecnico fisso che si occupi dei teatri e delle manifestazioni. Tutto è gestito col crisma delle emergenze, tappando buchi e procedendo senza una programmazione logistica, senza possibilità di fare l’adeguata manutenzione. Poi ci si avvia verso la fine dell’anno e ci vien da pensare che anche in questa occasione verranno spesi centinaia di migliaia di euro per realizzare un capodanno che non lascerà traccia di alcun tipo, come in passato, manifestazione artisticamente mediocre, assolutamente non necessaria.
La cultura non è una cosa che piove dall’alto, che qualcuno ci regala. La cultura la fanno gli uomini, si fa con le persone, con le persone adeguate. Non basta organizzare un evento per dire che si sta facendo cultura. Con i denari investiti in un inutile capodanno Rai, che non porta nessun ritorno, se non ai soliti albergatori, unici destinatari delle attenzioni comunali, si potrebbero garantire alla cultura riminese le fondamenta che gli mancano, ovvero le persone, unici e indispensabili strumenti su cui basare il futuro culturale di una comunità.
Comitato per salvare Rimini dalla bruttura
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sante parole
A quanto mi ha detto un amico sembra che per ovviare ai problemi economici abbiano ficcato al museo tutti quei dipendenti pubblici, che non possono licenziare, ma che nessuno vuole, quindi tutti i soggetti più problematici messi a lavorare in quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città, cacciando personale qualificato, che svolgeva il proprio lavoro al museo da tanti anni, alcuni da circa un ventennio.
Oltre che i soldi spesi per il capodanno, la notte rosa e altre iniziative populiste, mi chiedo che bisogno ci sia di spendere milioni per scavare il fossato di castel sismondo, eliminando anche parcheggi di cui la città è già deficitaria. In un momento in cui lo strappo sociale è a livelli elevatissimi, come detto nell’articolo prima bisogna preoccuparsi delle persone che fanno la cultura, poi, semmai, di scavare un fossato per puri fini estetici
Gli amministratori pubblici si preoccupano della qualità solo nel loro privato.
Col cacchio che qualcuno si prenderebbe a lavorare a casa propria del personale che andrebbe licenziato per incapacità, menefreghismo, assenze ecc.
Coi soldi degli altri si fa presto a pagare sta gente.
Nell’ambito del personale della cultura ci sono dei soggetti che non durerebbero 1 minuto in una azienda privata.