Giovedì, 23 Febbraio 2012

India

venerdì, 22 aprile 2011 | Di | Sezione: Quadri e soqquadri

Fotografia di German Saavedra
Testo di Nicoletta Verzicco

Passavo per quelle strade affollate di cuori indaffarati, di biciclette claudicanti, di animali inconsapevoli. Il mio sudore era intriso di profumi che mi fiutavano interessati alla discordanza, preparati solo a stupire i nasi semplici. Tra un passo che trascinava l’altro, tra le centinaia di coppie di occhi disarmanti vidi i suoi e come se fossi stato preso al laccio mi dovetti avvicinare a lui; intrappolato senza sbarre, legato senza catene, tutto di me si mosse nella sua direzione. Nonostante i toni di quella lingua sconosciuta si alzassero e si abbassassero smoderatamente per le mie orecchie abituate a modulazioni più soppesate e mio malgrado avanzassi inerte fra quei corpi accondiscendenti il vivere, nulla mi distolse dal percorso che lui aveva stabilito per me. Seduto in terra lì restava, nessuna parte di quell’uomo dava la sensazione di movimento eppure quello sguardo, quegli occhi che entravano nei miei si mostravano come un vento caldo in una stanza chiusa e interferivano con le mie vibrazioni. Fui costretto da lui medesimo a sostenere con forza quella sua vista che mi scrutava dentro, mi spogliava degli orpelli facendomi diventare pudico. Diedi una moneta a quell’essere vivente, saldai il debito del trovarmi lì ignaro, pagai incoscientemente la custodia della mia anima, il costo irrisorio non ne giustificò l’oltraggio. La credenza asserisce che le foto rubino l’anima, quel vecchio che continua a vivere dentro l’immagine non mi ha ancora restituito la mia trafugata.

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