Profili dell’inferno
domenica, 31 luglio 2011 | Di Andrea | Sezione: Cronache dalla reteProcesso lungo e altre amenità
È stata dura ma mi sono sorbito il servizio di Sky sul processo lungo. A un certo punto Gasparri si è lamentato del complesso di superiorità morale dell’opposizione; che non sarebbe giustificato. Qui, devo dire, un po’ di ragione ce l’ha: l’ultimo inciucio sulle Province non è stato bello. In verità, il complesso di superiorità dovrebbe essere intellettuale: come si può approvare leggi così stupide?
Eppure 160 senatori hanno approvato una legge che dice: sei imputato di uxoricidio; siccome ammazzare la moglie è più grave che ammazzare una femmina qualsiasi, è importante dimostrare che quella non era davvero tua moglie perché l’avevi sposata in Tanzania con un rito tribale nel corso di un safari fotografico; quindi hai il diritto di dimostrarlo citando come testimoni il cacciatore bianco, i suoi 2 portafucili, i 4 boys che smontavano il campo, gli 8 cuochi, i 16 camerieri, i 2 stregoni che hanno celebrato il matrimonio, i 164 appartenenti alla tribù che vi hanno assistito e le 2 amiche della sposa che hanno litigato per il bouquet.
Il codice di procedura finora vigente, illiberale e fascista, consentiva al giudice di limitare il numero dei testimoni se irrilevanti o superflui: magari ne avrebbe ammesso solo uno (per dire, il cacciatore bianco); gli altri erano superflui, tutti avrebbero detto la stessa cosa. Ma, da ora in poi, grazie alla superiorità morale di B&C, il giudice dovrà ammettere tutte le testimonianze pertinenti (che vuol dire che riguardano una circostanza essenziale del processo, in questo caso la qualità di moglie), anche se inutili, ripetitive. L’imputato potrà provare l’assenza di valido matrimonio e quindi la sua innocenza per il reato di uxoricidio (resta l’omicidio normale ma, vuoi mettere?) con ben 197 testimoni; e nessuno potrà impedirglielo. Certo, bisogna andare in Tanzania, nel cuore della savana, almeno per quanto riguarda gli stregoni e gli indigeni; tutti, 2 giudici, 5 giudici popolari, 3 o 4 giudici popolari supplenti, 1 o 2 pm, 1 cancelliere, gli avvocati della difesa, gli avvocati delle parti offese (e se non hanno soldi? peggio per loro). Le garanzie della difesa avanti tutto.
Esempio troppo romanzesco? Va bene, caliamoci nella realtà quotidiana. Sei imputato di aver fatto sesso con una puttana minorenne e di aver cercato di nascondere questo fatto facendo pressioni su funzionari di polizia perché la suddetta fosse affidata a una tua amica invece che a una comunità, come ordinato dal pm dei minori. La nuova legge ti consentirà di chiedere al giudice di sentire 1253 puttane operanti a Milano, Roma e Sardegna su questa circostanza: “Vero che ho fatto pervenire all’imputato il mio book e il mio curriculum, offrendomi per congiunzioni carnali di tipi diversi e con abbigliamenti fantasiosi. Vero che egli mi ha ringraziato per la gentile offerta, dicendosi dispiaciuto di non poterla accettare a causa dell’alta carica istituzionale ricoperta, che avrebbe reso sconvenienti e imprudenti pratiche del genere. Vero infine che, per puro spirito di liberalità, senza che tra noi ci fosse stato alcun rapporto carnale, egli mi ha comunque donato una Mini Cooper, alcuni gioielli e soldi pari a … euro”. In molti hanno fatto notare ai 160 senatori suddetti che una legge del genere avrebbe impedito la celebrazione di ogni processo.
Il mafioso chiederà e otterrà la testimonianza di 1000 persone, dal parroco allo spazzino, che affermeranno come lui, il 29 luglio 2011, fosse presente alla processione del santo patrono di Canicattini di Sotto; il che, dirà la difesa, rende evidente che l’imputato, in quello stesso giorno, non poteva essere in Palermo dove dunque non ha ucciso, come sostiene l’accusa, 2 testimoni a suo carico.
L’ubriaco, colto alla guida della sua vettura, chiederà e otterrà la citazione dei 168 invitati al banchetto di nozze cui lui ha partecipato affinché dicano che solo acqua ha bevuto; dal che deriva, dirà la difesa, che l’etilometro era guasto.
Per tutti ha risposto Gasparri: “Respingiamo queste accuse poiché noi abbiamo fatto una legge giusta, che coniuga severità per i colpevoli e doverose garanzie per gli imputati” (Sky). Che, con questa legge, nessuno riuscirà a passare dalla categoria degli imputati a quella dei colpevoli perché i reati si prescriveranno non è un problema suo: lui è etico, l’intelligenza seguirà. Ma altre epocali riforme sono state già elaborate; e solo per l’ostruzionismo miope di una opposizione afflitta da un complesso di superiorità morale non sono state ancora realizzate. Ma lo saranno, oh se lo saranno. Avantieri è stato approvato il processo lungo; domani sarà approvato il processo breve.
Basta con le lungaggini, il fancazzismo dei giudici: il processo deve avere una durata certa, non si possono sottoporre i poveri imputati a una tortura infinita. 2 anni in primo grado, 2 in secondo, 2 in Cassazione; e poi, se non si arriva a sentenza, tana libera tutti, processo chiuso, morto, finito. Eri innocente?, pazienza. Eri colpevole?, t’è andata bene. L’etica prima di tutto. I 160 senatori non penseranno che, con le migliaia di testimoni del processo lungo, il processo breve è morto prima di cominciare. Per tutti risponderà Gasparri: “Respingiamo queste accuse; la legge è giusta perché coniuga garanzie etc. I processi di B. moriranno tutti? Non ci riguarda”.
E poi dopodomani sarà approvata la legge che elimina le intercettazioni e il bavaglio all’informazione. Non si farà più nemmeno un processo (soprattutto quelli che contano: corruzione, concussione, frode fiscale). E i cittadini non sapranno nulla dei delitti della classe dirigente del Paese; e nemmeno delle loro porcate private. L’etica prima di tutto.
E domani l’altro? L’Italia finirà preda della criminalità, la crisi economica ammazzerà produzione e lavoro, l’evasione fiscale porterà il Paese alla bancarotta. E i cittadini cominceranno a chiedersi: ma davvero dobbiamo tenerci questa gente? Sarà il caso di sostituirli? Forse non tutto il male viene per nuocere. Quos deus perdere vult dementat.
Il Fatto Quotidiano, 30 luglio 2011
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