Giovedì, 23 Febbraio 2012

Vivere ancora

mercoledì, 17 agosto 2011 | Di | Sezione: Quadri e soqquadri

Testo di Nicoletta Verzicco
Foto di Eddi Zaninotto

La finestra si stupì quella sera prima ancora di me medesimo. Il sonno era stato il compagno della mia stanchezza quel pomeriggio, ad esso mi ero abbandonato indolente, incapace di qualsiasi gesto non fosse stato quello di giacere senza il pensiero del fare. Appartenessi alla schiera degli affaccendati, ai manipoli di coloro che appaiono per la quantità di incarichi svolti, ai drappelli degli irriducibili vestiti del loro eseguire e che del loro produrre hanno fatto il loro credo, avessi fatto parte di quell’esercito, dicevo, mi sarei perso uno sprazzo di vita. La pesante tenda scura che in quei giorni soccorreva i miei occhi dalla spietata luce estiva, si muoveva coccolata dallo scirocco che voleva invadere la mia stanza, ad ogni suo flettersi uno strano chiarore argenteo tingeva le pareti ed ogni oggetto se ne appropriava. I miei occhi stropicciati ritennero probabile l’eventualità di essere ancora nel sonno e per qualche lungo attimo si aprirono e si richiusero come un corpo ottico alla ricerca dell’immagine giusta. Scesi dal letto e spalancai le tende. Per un momento che mi apparve un’eternità non capii se il mondo si fosse ribaltato durante il mio sopore o se ancora Morfeo mi tenesse fra le sue braccia e stessi sognando. Il vento che come viatico percuoteva la pelle del mio viso mi donò quell’energia necessaria a rendermi conscio del fatto che tutto era al suo posto, il cielo sovrastava il mare e il mare si spalmava davanti a me, ma in quale siffatta guisa, in quale magnifica scenografia è difficile spiegare con parole. Mi è stato dato in dono, quella sera, il poter scrutare lo stupore, l’essere in vita per osservare una meraviglia stesa da una mano immortale. La falsa apparenza al cospetto del vero si disfò e di fronte a quel quadro dipinto dalla natura i miei pensieri fecero rumore, crearono per me una musica nuova. Attesi che l’oro del sole si fondesse con l’argento del mare, mi voltai verso il buio della stanza, con lentezza chiusi le pesanti tende e uscii da casa in punta di piedi desideroso di vivere ancora.

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  1. Incantevole la foto, incantevole Nicoletta!

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