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Un numero interamente dedicato al trash non poteva mancare, dato il costume che dilaga di questi tempi. Facile, direte voi. Nient'affatto.
Selezionare gli scritti e le immagini appropriati a questo tema non è stato mai così difficile, perché i rischi erano ben presenti a noi tutti della redazione.
Innanzitutto, la tentazione di lasciarsi andare e di permettere quindi alla volgarità e all'ignoranza gratuite di prendere il sopravvento.
In secondo luogo, c'era il pericolo di fare un numero fine a se stesso, senza critica o prese di posizione, finendo per esaltare il cattivo gusto come dato di fatto oramai inalienabile.
Siamo allora ricorsi all'unica arma che ci consente di sopravvivere all'abbondanza di spazzatura che quotidianamente ci sommerge da ogni angolo mediatico, ossia all'ironia.
Non è stata invece ironica la scelta di cambiare veste grafica a questa rivista, che, fra alti e bassi, è giunta al suo quinto anno di vita su Internet e a un numero dieci che ne celebra l'anniversario nel migliore dei modi: dal cestino.
L'augurio, ovviamente, è quello di venirne fuori...
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