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Il coltello dalla parte del manico

di Luca Tognacci

Fino a qualche secolo fa il coltello era una delle armi di distruzione di massa più conosciute, insieme alla spada alla lancia alla freccia, ai fuochi pagani e a quelli delle sacre o meno sacre inquisizioni. Oggi il coltello è un'arma per pezzenti o collezionisti, un reperto storico usato ancora da piccoli taglieggiatori o ultras a cui è rimasta solo la domenica per assaporare nella propria violenza il gusto della vita. Oggi si uccide a colpi d'economia e di tritolo o, come succede nei moderni far west, incapsulati nel perbenismo stolido dell'occidente, a colpi di rivoltelle, fucili, lupare d'occasione. Eppure, come nelle migliori metafore, la parola ha superato la realtà e il tempo e in questo caso anche lo sviluppo tecnologico.
Considerato che il manico lo tengono in pugno quasi sempre le persone sbagliate, davanti alla lama possono trovarsi invece invariabilmente tutti, giusti o sbagliati. Ed è da qui che vogliono partire le nostre storie, quelle di questo numero affilato, lacerato, come sempre ritardatario e come sempre giustificato dai contenuti, dalle vicende che ci raccontiamo e che a volte finiscono sotto i vostri occhi.
Anno VI - Numero 12
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