Data di scadenza
di Fabio Orrico
Mi è capitato, un po' di tempo fa, grazie a una videocassetta scampata a un trasloco dolorosamente pigro e dilatato, di recuperare un vecchio film diretto da due registi di generazioni e nazionalità diverse. Il più anziano era Nicholas Ray, grande vecchio del cinema americano, autore di titoli assai famosi come Gioventù bruciata e Johnny Guitar e di altri meno vistosi ma altrettanto importanti come Il diritto di uccidere e Il temerario. L'altro era Wim Wenders, cui all'epoca non erano ancora cresciute le fastidiose ali dell'angelo salvatore del mondo ed era anzi reduce da un pugno di film immensamente tristi ma anche immensamente liberi. Il film di cui sto parlando, che, per inciso, non ha un titolo bensì due e cioè Lighting over water diventato poi Nick's movie, è insieme un documentario e un film di finzione. O meglio è un film di finzione che diventa documentario. Nasce come l'ultimo soggetto che Ray vuole mettere in scena e finisce per diventare la messa in scena della malattia terminale dell'anziano cineasta. Quando il film inizia Ray è vivo, quando il film finisce Ray è morto. All'epoca della sua uscita il film fece scalpore e Wenders, l'autore sopravvissuto venne abbastanza incongruamente accusato di fascismo cinefilo (sic). Ma tutto questo è storia nota e non sto certo aggiungendo nulla di illuminante al racconto di uno scandalo esaurito da decenni. Pensavo solo al corpo magro e provato di Nicholas Ray che, dolcissimo e disarmante, attraversa un intero film.
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