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Anno V - Numero 11
Sangemini la rubrica

di Andrea Della Pasqua

Oggi Sangemini si è presentato a casa mia con una caffettiera ch'egli ritiene sublime.
In effetti il caffè al palato si dava come un'ambrosia, ma Sangemini, nel suo turbine, serbava molti altri nobili scopi: parlarmi di me che mi lascio andare, parlarmi di Carla, donna inaccessibile, parlarmi del suo progetto cinematogrifico che presenterà al Sundance e parlarmi di differenti nuove cose.
Sangemini certamente non è uno scellerato ma potrebbe diventarlo, nel tempo.
La sua vicina imbelletta fuori e dentro la casa con vasi d'ogni fatta e piante quasi sempre senza fiori: elegia del verde molto apprezzata dal mio amico caro, Sangemini.
Il gatto di Sangemini vive l'invidia e l'alterigia e l'odio e la gratitudine.
Sangemini si è pentito del ruhm cubano fresco d'aquisto ma il luogo di spaccio resta inoffendibile: commercio equo e solidale, nella nuova sontuosa veste di parquet e luci direzionali. Non è uno scellerato.
Come spesso anche oggi è venuto per l'argomento degli argomenti: la grande messa in do minore di Mozart nella sua mirabolante e poliedrica interezza e, in primis in ogni senso, l'impareggiabile, la fucina di brividi, la forza geniale, il bilanciamento di gravità ed energia (proprie delle opere sacre di Mozart) del kyrie che ne costituisce l'incipit. Si è soffermato nuovamente sul particolare del matrimonio del Mozart venticinquenne, che si sarebbe svolto circa nel periodo della creazione del capolavoro.
Mi ha intessuto l'elogio del primo album di Vasco Rossi dell'anno millenovecentosettantotto. Vorrebbe sposarsi, seppur più tardi di Mozart. Vorrebbe amare qualcuno, poi mi ha chiesto dell'erva mate da bere con quella sorta di pipa da tè, io naturalmente non mi sono buttato via condividendone la passione che mi permette una pipa non cancerosa e più che tonica.
Il tempo è scorso in fretta con Sangemini, mi ha regalato un suo disco di applausi, un suo libro di aforismi ciclistici: "Per mostrare alluminio cessa il pensiero".
Negli ultimi cinque minuti abbiamo ricordato i vecchi tempi inserendo nel mio luxman la cassetta di Sangemini in cui aveva registrato a ripetizione una breve traccia di canto gutturale bifonico di Tuva per via della forte vibrazione fisiologica che concede corroborante vita.
Voglio bene a lui.
Sangemini potrebbe diventarlo uno scellerato, nel tempo.
Lasciandomi si è concesso due ultime parole sul governo del sistema-paese: "Ah! Ah!".
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